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	<title>Consulenze Archivi - Studio Carafa</title>
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	<title>Consulenze Archivi - Studio Carafa</title>
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	<item>
		<title>Il diritto alle ferie: normativa, scadenze e obblighi per il datore di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 13:46:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ferie rappresentano un diritto irrinunciabile per ogni lavoratore, garantito dalla Costituzione italiana e regolato in modo preciso dalla normativa sul lavoro. Comprendere come funzionano le ferie dei dipendenti, quando devono essere godute e quali sono gli obblighi per il datore di lavoro è fondamentale per evitare errori nella gestione del personale e possibili sanzioni amministrative. Le ferie hanno infatti una funzione fondamentale: consentire il recupero delle energie psicofisiche del lavoratore, permettendogli al tempo stesso di dedicare tempo alla vita sociale e familiare. Proprio per questa natura di tutela della salute, le ferie non possono essere sostituite da indennità economiche,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/ferie-dipendenti-scadenze-obblighi-datore-lavoro/">Il diritto alle ferie: normativa, scadenze e obblighi per il datore di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[




<p data-start="465" data-end="631">Le ferie rappresentano un <strong data-start="491" data-end="537">diritto irrinunciabile per ogni lavoratore</strong>, garantito dalla Costituzione italiana e regolato in modo preciso dalla normativa sul lavoro.</p>
<p data-start="633" data-end="867">Comprendere <strong data-start="645" data-end="688">come funzionano le ferie dei dipendenti</strong>, quando devono essere godute e quali sono gli obblighi per il datore di lavoro è fondamentale per evitare errori nella gestione del personale e possibili sanzioni amministrative.</p>
<p data-start="869" data-end="1068">Le ferie hanno infatti una funzione fondamentale: consentire il <strong data-start="933" data-end="987">recupero delle energie psicofisiche del lavoratore</strong>, permettendogli al tempo stesso di dedicare tempo alla vita sociale e familiare.</p>
<p data-start="1070" data-end="1243">Proprio per questa natura di tutela della salute, le ferie <strong data-start="1129" data-end="1186">non possono essere sostituite da indennità economiche</strong>, salvo il caso di <strong data-start="1205" data-end="1242">cessazione del rapporto di lavoro</strong>.</p>
<h2 data-start="1250" data-end="1301">Maturazione delle ferie: come funzionano i ratei</h2>
<p data-start="1303" data-end="1545">La maturazione delle ferie avviene progressivamente durante il rapporto di lavoro. In particolare, il <strong data-start="1405" data-end="1442">rateo di ferie matura mensilmente</strong> sulla base del <strong data-start="1458" data-end="1489">CCNL di categoria applicato</strong> e della tipologia di contratto (full-time o part-time).</p>
<p data-start="1547" data-end="1659">Esistono tuttavia alcune <strong data-start="1572" data-end="1658">distinzioni importanti legate all’età del lavoratore e alla qualifica contrattuale</strong>.</p>
<h3 data-start="1661" data-end="1703">Ferie per lavoratori minori di 16 anni</h3>
<p data-start="1705" data-end="1836">I <em data-start="1707" data-end="1744">lavoratori minori (sotto i 16 anni)</em> hanno diritto a un periodo di ferie retribuite non inferiore a <strong data-start="1808" data-end="1835">30 giorni di calendario</strong>.</p>
<h3 data-start="1838" data-end="1883">Ferie per lavoratori tra i 16 e i 18 anni</h3>
<p data-start="1885" data-end="2032">I <em data-start="1887" data-end="1944">lavoratori tra i 16 e i 18 anni (e apprendisti over 16)</em> hanno diritto a un periodo minimo di ferie <strong data-start="1988" data-end="2031">non inferiore a 20 giorni di calendario</strong>.</p>
<h3 data-start="2034" data-end="2076">Ferie per la generalità dei lavoratori</h3>
<p data-start="2078" data-end="2221">Per la generalità dei lavoratori dipendenti, l’<strong data-start="2125" data-end="2155">art. 10 del D.Lgs. 66/2003</strong> stabilisce che spettano <strong data-start="2180" data-end="2220">almeno 4 settimane di ferie all’anno</strong>.</p>
<p data-start="2223" data-end="2360">Questo rappresenta il <strong data-start="2245" data-end="2262">minimo legale</strong>, che può essere eventualmente migliorato dai <strong data-start="2308" data-end="2359">contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL)</strong>.</p>
<h2 data-start="2367" data-end="2428">Fruizione delle ferie: le tempistiche previste dalla legge</h2>
<p data-start="2430" data-end="2534">Oltre alla maturazione, la normativa stabilisce anche <strong data-start="2484" data-end="2533">quando devono essere godute le ferie maturate</strong>.</p>
<p data-start="2536" data-end="2654">Le <strong data-start="2539" data-end="2569">4 settimane di ferie annue</strong> devono essere utilizzate secondo uno specifico cronoprogramma stabilito dalla legge.</p>
<h3 data-start="2656" data-end="2689">Le prime 2 settimane di ferie</h3>
<p data-start="2691" data-end="2768">Le <strong data-start="2694" data-end="2717">prime due settimane</strong> devono essere godute <strong data-start="2739" data-end="2767">nell’anno di maturazione</strong>.</p>
<p data-start="2770" data-end="2869">Se il lavoratore lo richiede, queste due settimane devono essere concesse <strong data-start="2844" data-end="2868">in modo continuativo</strong>.</p>
<h3 data-start="2871" data-end="2907">Le restanti 2 settimane di ferie</h3>
<p data-start="2909" data-end="3028">Le <strong data-start="2912" data-end="2935">altre due settimane</strong> possono essere utilizzate <strong data-start="2962" data-end="3027">entro i 18 mesi successivi alla fine dell’anno di maturazione</strong>.</p>
<p data-start="3030" data-end="3107">Questo consente una maggiore flessibilità nella gestione delle ferie residue.</p>
<blockquote data-start="3109" data-end="3232">
<p data-start="3111" data-end="3232"><strong data-start="3111" data-end="3131">Esempio pratico:</strong><br data-start="3131" data-end="3134" />le ferie maturate nel corso del <strong data-start="3168" data-end="3176">2025</strong> dovranno essere completate <strong data-start="3204" data-end="3231">entro il 30 giugno 2027</strong>.</p>
</blockquote>
<h2 data-start="3239" data-end="3297">Deroghe dei CCNL e chiarimenti del Ministero del Lavoro</h2>
<p data-start="3299" data-end="3407">In alcuni casi la disciplina generale può essere integrata o modificata dalla <strong data-start="3377" data-end="3406">contrattazione collettiva</strong>.</p>
<p data-start="3409" data-end="3576">Il <strong data-start="3412" data-end="3436">Ministero del Lavoro</strong>, attraverso specifiche risposte a interpello, ha chiarito che i <strong data-start="3501" data-end="3575">CCNL possono intervenire su alcuni aspetti della fruizione delle ferie</strong>.</p>
<h3 data-start="3578" data-end="3620">Riduzione del periodo minimo nell’anno</h3>
<p data-start="3622" data-end="3848">In presenza di <strong data-start="3637" data-end="3688">particolari esigenze organizzative o produttive</strong>, i contratti collettivi possono prevedere una <strong data-start="3735" data-end="3811">riduzione del periodo minimo di ferie da godere nell’anno di maturazione</strong> (ad esempio da due settimane a una).</p>
<h3 data-start="3850" data-end="3885">Proroga del termine dei 18 mesi</h3>
<p data-start="3887" data-end="4118">Il limite dei <strong data-start="3901" data-end="3949">18 mesi per la fruizione delle ferie residue</strong> può essere <strong data-start="3961" data-end="3996">esteso dai contratti collettivi</strong> (ad esempio fino a <strong data-start="4016" data-end="4032">24 o 30 mesi</strong>), purché la previsione rappresenti <strong data-start="4068" data-end="4117">una condizione migliorativa per il lavoratore</strong>.</p>
<h2 data-start="4125" data-end="4190">Responsabilità del datore di lavoro nella gestione delle ferie</h2>
<p data-start="4192" data-end="4327">Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la <strong data-start="4236" data-end="4326">responsabilità del datore di lavoro nella corretta gestione delle ferie dei dipendenti</strong>.</p>
<p data-start="4329" data-end="4417">Cosa succede se non si riesce a rispettare il periodo minimo di due settimane nell’anno?</p>
<p data-start="4419" data-end="4706">Se la mancata fruizione è riconducibile a una <strong data-start="4465" data-end="4508">responsabilità esclusiva del lavoratore</strong> — come nel caso di assenze prolungate per <strong data-start="4551" data-end="4587">infortunio, malattia o maternità</strong> che impediscono materialmente il godimento delle ferie — il datore di lavoro <strong data-start="4665" data-end="4705">non può essere ritenuto responsabile</strong>.</p>
<p data-start="4708" data-end="4911">Tuttavia, resta fermo l’obbligo aziendale di <strong data-start="4753" data-end="4842">vigilare affinché i lavoratori possano effettivamente usufruire dei periodi di riposo</strong>, garantendo la finalità di tutela della salute prevista dalla legge.</p>
<h2 data-start="4918" data-end="4976">Tabella riepilogativa: scadenze e fruizione delle ferie</h2>
<p data-start="4978" data-end="5119">Per facilitare la gestione operativa delle ferie in azienda, può essere utile riassumere le principali <strong data-start="5081" data-end="5118">scadenze previste dalla normativa</strong>.</p>
<p data-start="5121" data-end="5257">Questa tabella permette ai datori di lavoro di visualizzare immediatamente <strong data-start="5196" data-end="5256">gli obblighi temporali legati alla fruizione delle ferie</strong>.</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Periodo di Ferie</th>
<th>Termine ultimo per il godimento</th>
<th>Note Operative</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><em>Prime 2 settimane</em></td>
<td>Entro il 31 dicembre dell&#8217;anno di maturazione</td>
<td>Fruibili in modo continuativo su richiesta del dipendente</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Restanti 2 settimane</em></td>
<td>Entro 18 mesi dalla fine dell&#8217;anno di maturazione</td>
<td>Il termine può essere prorogato dai CCNL (es. 24 o 30 mesi)</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Ferie eccedenti le 4 settimane</em></td>
<td>Secondo quanto stabilito dal CCNL</td>
<td>Sono i giorni previsti dai contratti collettivi oltre il minimo legale</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2 data-start="5770" data-end="5833">Sanzioni per il datore di lavoro in caso di ferie non godute</h2>
<p data-start="5835" data-end="5981">Il mancato rispetto delle scadenze previste per la fruizione delle ferie può comportare <strong data-start="5923" data-end="5980">sanzioni amministrative a carico del datore di lavoro</strong>.</p>
<p data-start="5983" data-end="6076">Le sanzioni variano in base al numero di lavoratori coinvolti e alla durata della violazione.</p>
<h3 data-start="6078" data-end="6095">Sanzione base</h3>
<ul>
<li data-start="6099" data-end="6119">da <strong data-start="6102" data-end="6119">150 € a 900 €</strong></li>
</ul>
<h3 data-start="6121" data-end="6165">Violazioni che riguardano più lavoratori</h3>
<p data-start="6167" data-end="6280">Se la violazione riguarda <strong data-start="6193" data-end="6216">più di 5 lavoratori</strong> oppure si è verificata <strong data-start="6240" data-end="6260">in almeno 3 anni</strong>, la sanzione varia:</p>
<ul>
<li data-start="6284" data-end="6306">da <strong data-start="6287" data-end="6306">600 € a 2.250 €</strong></li>
</ul>
<h3 data-start="6308" data-end="6340">Violazioni gravi o reiterate</h3>
<p data-start="6342" data-end="6463">Se la violazione riguarda <strong data-start="6368" data-end="6392">più di 10 lavoratori</strong> oppure si è verificata <strong data-start="6416" data-end="6436">in almeno 5 anni</strong>, la sanzione può arrivare:</p>
<ul>
<li data-start="6467" data-end="6491">da <strong data-start="6470" data-end="6491">1.200 € a 6.750 €</strong></li>
</ul>
<p data-start="6493" data-end="6557">In questo caso <strong data-start="6508" data-end="6556">non è ammesso il pagamento in misura ridotta</strong>.</p>
<p data-start="6559" data-end="6703">Oltre alle sanzioni, il datore di lavoro è inoltre tenuto al <strong data-start="6620" data-end="6702">versamento dei contributi INPS sulle ferie non godute entro i termini di legge</strong>.</p>
<h5><b>Hai altri dubbi riguardanti la gestione delle ferie del tuo personale? <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/contatti/">Contatta il nostro studio per una consulenza dedicata con i nostri esperti.</a></b></h5>


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<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Silenzio-Assenso Previdenza Complementare 2026: cosa cambia per aziende</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/previdenza-complementare-2026-silenzio-assenso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 15:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con questo aggiornamento analizziamo una novità normativa che avrà un impatto concreto sulla gestione dei nuovi assunti nel settore privato. Dal 1° luglio 2026 entrerà infatti in vigore la riforma sull’adesione alla previdenza complementare, introducendo un nuovo meccanismo di silenzio-assenso che coinvolgerà direttamente aziende, uffici HR e studi paghe. Silenzio-assenso 2026: cosa cambia in concreto La riforma modifica in modo significativo la modalità di adesione ai fondi pensione complementari per i lavoratori dipendenti del settore privato. Adesione automatica alla previdenza complementare Per i nuovi assunti (esclusi i lavoratori domestici) scatterà l’iscrizione automatica alla previdenza complementare, salvo rinuncia espressa dal lavoratore...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/previdenza-complementare-2026-silenzio-assenso/">Silenzio-Assenso Previdenza Complementare 2026: cosa cambia per aziende</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[




<p data-start="985" data-end="1150">Con questo aggiornamento analizziamo una novità normativa che avrà un impatto concreto sulla gestione dei nuovi assunti nel settore privato.</p>
<p data-start="1152" data-end="1380">Dal <strong data-start="1156" data-end="1174">1° luglio 2026</strong> entrerà infatti in vigore la riforma sull’adesione alla <strong data-start="1231" data-end="1259">previdenza complementare</strong>, introducendo un nuovo meccanismo di <strong data-start="1297" data-end="1317">silenzio-assenso</strong> che coinvolgerà direttamente aziende, uffici HR e studi paghe.</p>
<h2 data-start="1387" data-end="1439">Silenzio-assenso 2026: cosa cambia in concreto</h2>
<p data-start="1441" data-end="1587">La riforma modifica in modo significativo la modalità di adesione ai fondi pensione complementari per i lavoratori dipendenti del settore privato.</p>
<h3 data-start="1589" data-end="1644">Adesione automatica alla previdenza complementare</h3>
<p data-start="1646" data-end="1838">Per i <strong data-start="1652" data-end="1702">nuovi assunti (esclusi i lavoratori domestici)</strong> scatterà l’iscrizione automatica alla previdenza complementare, salvo rinuncia espressa dal lavoratore entro 60 giorni dall’assunzione. Questo significa che, in assenza di comunicazione contraria, il lavoratore sarà considerato aderente al fondo pensione previsto.</p>
<h3 data-start="1975" data-end="2028">Destinazione del TFR in caso di mancata scelta</h3>
<p data-start="2030" data-end="2089">In assenza di una scelta esplicita da parte del lavoratore:</p>
<ul>
<li data-start="2030" data-end="2089">Il <strong data-start="2096" data-end="2113">TFR maturando</strong> confluirà nel fondo pensione previsto dal CCNL applicato;</li>
<li data-start="2030" data-end="2089">In alternativa, verrà destinato alla forma pensionistica complementare residuale prevista dalla normativa.</li>
</ul>
<p data-start="2282" data-end="2419">La gestione corretta del flusso TFR diventerà quindi un passaggio operativo particolarmente delicato per aziende e consulenti del lavoro.</p>
<h3 data-start="2426" data-end="2467">Contributo datoriale: cosa succede</h3>
<p data-start="2469" data-end="2627">L’automatismo potrà riguardare anche la <strong data-start="2509" data-end="2565">quota di contribuzione a carico del datore di lavoro</strong>, secondo quanto stabilito dagli accordi collettivi applicati.</p>
<p data-start="2629" data-end="2751">Questo aspetto rende ancora più importante una verifica puntuale del CCNL e delle condizioni previste per ciascun settore.</p>
<h2 data-start="2758" data-end="2811">Nuovi obblighi per il datore di lavoro dal 2026</h2>
<p data-start="2813" data-end="2943">Con l’introduzione del nuovo silenzio-assenso, le aziende avranno un ruolo centrale nell’informativa e nella gestione documentale.</p>
<p data-start="2945" data-end="2971">Il datore di lavoro dovrà:</p>
<ol>
<li data-start="2973" data-end="3268">Informare tempestivamente il lavoratore sul meccanismo del silenzio-assenso.</li>
<li data-start="2973" data-end="3268">Illustrare in modo chiaro le opzioni disponibili e il fondo pensione di destinazione del TFR.</li>
<li data-start="2973" data-end="3268">Raccogliere e conservare con attenzione le eventuali dichiarazioni di rinuncia o le diverse scelte espresse.</li>
</ol>
<p data-start="3270" data-end="3384">Una gestione incompleta dell’informativa potrebbe esporre l’azienda a contestazioni o irregolarità amministrative.</p>
<h2 data-start="3391" data-end="3442">Impatti operativi per studi paghe e uffici HR</h2>
<p data-start="3444" data-end="3602">Questa riforma non rappresenta soltanto un nuovo adempimento formale, ma un vero cambio di approccio nella gestione della tutela previdenziale dei dipendenti.</p>
<p data-start="3604" data-end="3650">Dal punto di vista operativo, sarà necessario:</p>
<ul>
<li data-start="3654" data-end="3710">aggiornare le procedure di onboarding dei nuovi assunti;</li>
<li data-start="3654" data-end="3710">predisporre modelli informativi chiari e tracciabili;</li>
<li data-start="3654" data-end="3710">monitorare correttamente i flussi TFR verso i fondi pensione;</li>
<li data-start="3654" data-end="3710">coordinare ufficio HR e studio paghe per evitare errori nelle prime mensilità.</li>
</ul>
<p data-start="3913" data-end="4021">Una pianificazione preventiva consentirà di ridurre rischi operativi e garantire piena conformità normativa.</p>
<h2 data-start="4028" data-end="4088">Adeguamento procedure interne: come prepararsi al 2026</h2>
<p data-start="4090" data-end="4317">Resto a vostra disposizione per approfondire come adeguare le procedure interne del vostro studio o azienda e per pianificare per tempo l’adeguamento alla nuova disciplina sul silenzio-assenso nella previdenza complementare.</p>
<h5><b>Hai altri dubbi per la gestione della previdenza complementare? <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/contatti/">Contatta il nostro studio per una consulenza dedicata con i nostri esperti.</a></b></h5>


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		<title>Obbligo di consegna della busta paga: cosa prevede la legge</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/obbligo-consegna-busta-paga-legge/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 10:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’obbligo di consegna della busta paga rappresenta uno degli adempimenti fondamentali nel rapporto di lavoro subordinato e parasubordinato. La normativa italiana disciplina in modo chiaro tempi, modalità e contenuti del cedolino paga, prevedendo sanzioni rilevanti in caso di inadempienza da parte del datore di lavoro. L’obbligo di consegna del cedolino paga secondo la Legge La Legge n. 4 del 1953 sancisce esplicitamente l’obbligo di consegna della busta paga ai lavoratori dipendenti (inclusi i lavoratori Co.Co.Co.), obbligo che trova altresì conferma nel Codice Civile all’art. 2099, stabilendo sanzioni amministrative molto severe. Quando deve essere consegnata la busta paga La normativa suddetta...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[




<p><span style="font-weight: 400;">L’obbligo di consegna della busta paga rappresenta uno degli adempimenti fondamentali nel rapporto di lavoro subordinato e parasubordinato. La normativa italiana disciplina in modo chiaro </span><b>tempi, modalità e contenuti del cedolino paga</b><span style="font-weight: 400;">, prevedendo sanzioni rilevanti in caso di inadempienza da parte del datore di lavoro.</span></p>
<h2><b>L’obbligo di consegna del cedolino paga secondo la Legge</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>Legge n. 4 del 1953</b><span style="font-weight: 400;"> sancisce esplicitamente l’obbligo di consegna della busta paga ai lavoratori dipendenti (inclusi i </span><b>lavoratori Co.Co.Co.</b><span style="font-weight: 400;">), obbligo che trova altresì conferma nel Codice Civile all’art. 2099, stabilendo sanzioni amministrative molto severe.</span></p>
<h3><strong>Quando deve essere consegnata la busta paga</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La normativa suddetta stabilisce che la</span><b> consegna del cedolino paga</b><span style="font-weight: 400;"> debba essere </span><b>contestuale all’erogazione della retribuzione</b><span style="font-weight: 400;">, che dal 1° luglio 2018 deve avvenire esclusivamente tramite strumenti di pagamento tracciabili (bonifico oppure assegno), escludendo qualsiasi pagamento in contanti.</span></p>
<h4><strong>Firma del cedolino paga: è ancora obbligatoria?</strong></h4>
<p><span style="font-weight: 400;">In precedenza, era inoltre prevista la </span><b>firma del cedolino</b><span style="font-weight: 400;"> come obbligatoria per legge, ma da diversi anni questa pratica è desueta e non ha alcuna valenza legale, anche se richiesta dal DDL.</span></p>
<h3><strong>Modalità di consegna della busta paga: cartacea o digitale</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La consegna del cedolino paga può avvenire in formato cartaceo oppure anche digitale, deve contenere i dati anagrafici del lavoratore, i dati aziendali inclusa la </span><b>matricola INPS</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>PAT INAIL</b><span style="font-weight: 400;">, e deve dettagliare in maniera chiara e trasparente la retribuzione lorda, le trattenute previdenziali e fiscali previste dalla legge, e le ore lavorate (incluse eventuali ore straordinarie).</span></p>
<h2><b>Sanzioni per mancata consegna della busta paga</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il </span><b>D. Lgs. 124/2004 </b><span style="font-weight: 400;">sono state introdotte </span><b>sanzioni più rigide</b><span style="font-weight: 400;"> in caso di mancata consegna del cedolino paga, arrivando a prevedere l’irrogazione di sanzioni d’importo che varia </span><b>dai 150,00 € a 900,00 € </b><span style="font-weight: 400;">per singolo lavoratore, fino ad arrivare a 7.200,00 € in caso di violazioni multiple.</span></p>
<h3><strong>Diritti del lavoratore in caso di mancata consegna del cedolino paga</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lavoratore, in caso di mancata ricezione del cedolino paga, ha il </span><b>diritto di rivolgersi agli organismi di vigilanza ispettiva</b><span style="font-weight: 400;"> (quali l’Ispettorato Nazionale del Lavoro competente per provincia) oppure gli è concessa la possibilità di agire legalmente attraverso un Decreto Ingiuntivo.</span></p>
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		<item>
		<title>Obblighi per ASD e SSD dopo la Riforma dello Sport: guida operativa per dirigenti e amministratori</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/news/riforma-sport-obblighi-per-asd-e-ssd/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 16:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=5020</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la piena operatività della Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e successive modifiche D.Lgs. 120/2023), le responsabilità in capo alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD) sono aumentate sensibilmente. Dirigenti, presidenti e componenti del consiglio direttivo sono oggi chiamati a una gestione sempre più attenta degli aspetti lavoristici, fiscali, previdenziali e organizzativi, con rilevanti profili di responsabilità civile e penale. Per supportarvi nella gestione corretta dell’Ente sportivo e nella tutela della Vostra responsabilità legale, abbiamo predisposto questo riepilogo operativo degli obblighi mensili e periodici per le ASD e SSD. Gestione mensile dei collaboratori sportivi (Co.Co.Co. Sportivi) Ogni mese,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[




<p><span style="font-weight: 400;">Con la piena operatività della </span><b>Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e successive modifiche D.Lgs. 120/2023)</b><span style="font-weight: 400;">, le responsabilità in capo alle </span><b>Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD)</b><span style="font-weight: 400;"> sono aumentate sensibilmente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dirigenti, presidenti e componenti del consiglio direttivo sono oggi chiamati a una gestione sempre più attenta degli aspetti </span><b>lavoristici, fiscali, previdenziali e organizzativi</b><span style="font-weight: 400;">, con rilevanti profili di responsabilità civile e penale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per supportarvi nella gestione corretta dell’Ente sportivo e nella tutela della Vostra responsabilità legale, abbiamo predisposto questo </span><b>riepilogo operativo degli obblighi mensili e periodici per le ASD e SSD</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h2><b>Gestione mensile dei collaboratori sportivi (Co.Co.Co. Sportivi)</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni mese, l&#8217;ASD è tenuta a inviare allo Studio la seguente documentazione, necessaria per la corretta elaborazione delle buste paga sportive e degli adempimenti contributivi:</span></p>
<h3><b>Autodichiarazione dei compensi</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Fondamentale per monitorare le soglie di esenzione (5.000 € previdenziali e 15.000 € fiscali). Il collaboratore deve dichiarare eventuali compensi percepiti da altre ASD/SSD (dati analitici necessari per l&#8217;elaborazione dei flussi Uniemens e dei cedolini).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa attività è essenziale per garantire la corretta gestione dei </span><b>rapporti di collaborazione sportiva</b><span style="font-weight: 400;"> ed evitare irregolarità contributive o fiscali.</span></p>
<h2><b>Volontari sportivi, arbitri e giudici di gara</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La gestione di volontari, arbitri e ufficiali di gara rappresenta uno degli aspetti più delicati della nuova normativa sportiva.</span></p>
<h4><b>Volontari sportivi</b></h4>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Devono essere iscritti nel </span><b>Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RAS)</b><span style="font-weight: 400;"> per la copertura assicurativa.</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Possono percepire esclusivamente </span><b>rimborsi spese</b><span style="font-weight: 400;"> (massimo 400 € mensili autocertificati per spese documentate).</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Non è ammesso alcun compenso fisso.</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunicazione al RAS deve essere trasmessa </span><b>preventivamente o contestualmente all’inizio dell’attività</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h3><b>Arbitri e giudici di gara</b></h3>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">La designazione deve avvenire tramite il portale </span><b>RAS</b><span style="font-weight: 400;"> prima dell’evento sportivo.</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">È necessario comunicare tempestivamente allo Studio l’esito della prestazione per i relativi adempimenti.</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda </span><b>ARBITRI e GIUDICI DI GARA</b><span style="font-weight: 400;">, la comunicazione dei soggetti convocati e dei compensi deve avvenire nelle seguenti modalità e tempistiche:</span></p>
<p><b>Entro 10 giorni dal termine di ogni singola manifestazione sportiva</b><span style="font-weight: 400;">, l’ASD/SSD è tenuta a comunicare attraverso il portale RASD:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I nominativi dei soggetti convocati (arbitri, giudici, ufficiali di gara).</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">L&#8217;importo dei compensi e dei rimborsi spese loro riconosciuti.</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
</ul>
<h3><b>Comunicazione al Centro per l’Impiego (UNILAV Arbitri)</b><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa comunicazione, che assolve l&#8217;obbligo di legge verso i Centri per l’Impiego, può essere effettuata in modo </span><b>cumulativo e trimestrale</b><span style="font-weight: 400;">. Le scadenze per l&#8217;invio telematico tramite RASD sono fissate entro il 30° giorno successivo alla scadenza del trimestre solare:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I Trimestre (Gen–Mar): entro il 30 aprile</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">II Trimestre (Apr–Giu): entro il 30 luglio</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">III Trimestre (Lug–Set): entro il 30 ottobre</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">IV Trimestre (Ott–Dic): entro il 30 gennaio dell’anno successivo</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
</ul>
<p><b>Importante – limiti alla comunicazione cumulativa</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunicazione cumulativa trimestrale è ammessa solo se:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">riguarda un ciclo di prestazioni non superiore a 30</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">avviene in un arco temporale non superiore a tre mesi</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Se un arbitro effettua più di 30 prestazioni nel trimestre, sarà necessario adottare modalità di comunicazione differenti.</span></p>
<p><b>Indicazioni operative per le ASD</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per consentire il rispetto delle scadenze, l’Associazione deve trasmettere allo Studio il riepilogo delle gare e dei compensi/rimborsi </span><b>subito dopo l’evento</b><span style="font-weight: 400;"> (o comunque entro 5–7 giorni).</span></p>
<h2><b>Sicurezza sul lavoro nelle Associazioni Sportive (D.Lgs. 81/08)</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;ASD/SSD è a tutti gli effetti un </span><b>datore di lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> ed è tenuta al pieno rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono obbligatori:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)</b><b><br /><br /></b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)</b><b><br /><br /></b></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Formazione obbligatoria dei collaboratori</b><span style="font-weight: 400;"> (primo soccorso, antincendio, formazione generale e specifica)</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Sorveglianza sanitaria</b><span style="font-weight: 400;"> con nomina del medico competente, ove prevista</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">La corretta gestione della sicurezza è fondamentale per tutelare dirigenti e responsabili da sanzioni e responsabilità personali.</span></p>
<h3><b>Tutela dei minori e obblighi antipedofilia nello sport</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Per tutte le figure che operano a contatto diretto e continuativo con minori, l’ASD ha l’obbligo di:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Certificato antipedofilia:</b><span style="font-weight: 400;"> Richiedere il certificato del casellario giudiziale (art. 25-bis DPR 313/2002) </span><b>prima dell’inizio della collaborazione</b><span style="font-weight: 400;">. Il controllo deve essere rinnovato periodicamente.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Safeguarding:</b><span style="font-weight: 400;"> Designare un </span><b>Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni</b><span style="font-weight: 400;"> e adottare modelli organizzativi e codici di condotta entro le scadenze previste.</span></li>
</ul>
<h3><b>Altri adempimenti obbligatori per ASD e SSD</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Completano il quadro degli obblighi:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Certificati medici</b><span style="font-weight: 400;">: verifica e conservazione delle idoneità sportive di atleti e tesserati</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Assicurazioni</b><span style="font-weight: 400;">: copertura obbligatoria per tesserati e collaboratori</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Adeguamento statutario</b><span style="font-weight: 400;">: aggiornamento dello statuto alle disposizioni della Riforma dello Sport, pena la cancellazione dal RAS</span></li>
</ul>
<h3><b>Perché affidarsi a uno Studio di Consulenza del Lavoro specializzato nello sport</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La gestione corretta di un ente sportivo richiede oggi competenze specifiche in materia di:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">lavoro sportivo</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">buste paga collaboratori sportivi</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">adempimenti RAS</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sicurezza sul lavoro</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">tutela dei minori</span><span style="font-weight: 400;"><br /><br /></span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Affidarsi a uno </span><b>Studio di Consulenza del Lavoro specializzato in ASD e SSD</b><span style="font-weight: 400;"> significa ridurre il rischio di sanzioni, tutelare i dirigenti e garantire una gestione conforme alla normativa vigente.</span></p>


<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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			</item>
		<item>
		<title>Quanto costa un dipendente all&#8217;azienda?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 12:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcolo del costo complessivo di un dipendente rappresenta una variabile cruciale nella pianificazione economica e finanziaria di ogni azienda. L&#8217;analisi dettagliata del costo aziendale del personale dipendente è infatti fondamentale per una gestiopne adeguata del personale e delle risorse di una determinata realtà Contrariamente alla percezione comune che si limita spesso alla retribuzione netta, l&#8217;onere aziendale è composto da una pluralità di voci che dipendono strettamente dalla tipologia contrattuale e dall&#8217;inquadramento del lavoratore. In questo articolo cerchiamo di raccogliere tutte le informazioni fondamentali che ogni datore di lavoro dovrebbe conoscere per essere preparato sull&#8217;argomento. Quanto costano i dipendenti: Lavoro Subordinato...</p>
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<p>Il calcolo del <strong>costo complessivo di un dipendente</strong> rappresenta una variabile cruciale nella pianificazione economica e finanziaria di ogni azienda. L&#8217;analisi dettagliata del costo aziendale del personale dipendente è infatti fondamentale per una gestiopne adeguata del personale e delle risorse di una determinata realtà Contrariamente alla percezione comune che si limita spesso alla retribuzione netta, l&#8217;onere aziendale è composto da una pluralità di voci che dipendono strettamente dalla <strong>tipologia contrattuale</strong> e dall&#8217;<strong>inquadramento </strong>del lavoratore. In questo articolo cerchiamo di raccogliere tutte le informazioni fondamentali che ogni datore di lavoro dovrebbe conoscere per essere preparato sull&#8217;argomento.</p>
<h2>Quanto costano i dipendenti: Lavoro Subordinato vs. Parasubordinato</h2>
<p>Una prima grande distinzione possibile è determinata dalla tipologia di dipendente di cui parliamo. Il primo fondamentale elemento discriminante nel determinare il costo del personale risiede infatti nella natura del rapporto di lavoro:</p>
<h3>Costo dei dipendenti da Lavoro Subordinato (Art. 2094 c.c.)</h3>
<p>Il rapporto di lavoro subordinato si caratterizza per l&#8217;assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro. Le principali fattispecie contrattuali includono:</p>
<ul>
<li><strong>Tempo Indeterminato</strong>: La forma contrattuale standard senza prefissione di termine.</li>
<li><strong>Tempo Determinato: </strong>Contratto con durata predefinita (soggetto a specifiche causali e limiti di legge).</li>
<li><strong>Lavoro Intermittente o &#8220;Job on Call&#8221;</strong>: Rapporto in cui il dipendente si pone a disposizione del datore di lavoro per prestazioni lavorative discontinue o a chiamata.</li>
</ul>
<h4>Lavoro Parasubordinato</h4>
<p>Questa categoria include principalmente i contratti di <strong>Collaborazione Coordinata e Continuativa (Co.Co.Co.</strong>) che, pur avendo una componente di coordinamento con il committente, mantengono l&#8217;autonomia gestionale del collaboratore. Il costo, in questo caso, è influenzato da una diversa ripartizione degli oneri previdenziali (Gestione Separata INPS) e dall&#8217;assenza di molte tutele tipiche del lavoro subordinato (es. TFR, ferie, permessi).</p>
<h3>Determinazione del Costo del dipendente nel Lavoro Subordinato</h3>
<p>Ricostruiamo insieme l&#8217;iter necessario a comprendere quanto un determinato dipendente costa alla sua azienda. Per un dipendente assunto con <strong>contratto di lavoro subordinato</strong>, la quantificazione del costo si articola attraverso i seguenti passaggi tecnici:</p>
<h4>Individuazione del CCNL e dell&#8217;Inquadramento</h4>
<p>Il punto di partenza è l&#8217;identificazione del <strong>Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicabile,</strong> il quale è determinato dall&#8217;<strong>attività prevalente </strong>dell&#8217;azienda, desumibile primariamente dal <strong>Codice ATECO</strong>.</p>
<p>Una volta definito il CCNL, si procede a:</p>
<p>1. <strong>Definizione della Mansione</strong>: Identificazione delle specifiche attività cui il dipendente sarà adibito.<br />2. <strong>Attribuzione del Livello</strong>: Inquadramento del lavoratore nel livello retributivo previsto dal CCNL in base alla mansione e all&#8217;esperienza.</p>
<p>A ciascun <strong>livello</strong> corrisponde una <strong>Retribuzione Minima Contrattuale (RMC)</strong> definita dal CCNL.</p>
<h4>Calcolo del Costo del Lavoro Lordo (Costo Aziendale)</h4>
<p>Il costo totale che l&#8217;azienda deve sostenere (denominato tecnicamente <strong>Costo del Lavoro Lordo</strong>) si calcola sulla base della retribuzione annua e delle voci accessorie.</p>
<h5><strong>I. Retribuzione Lorda e Mensilità Supplementari</strong></h5>
<p>Il calcolo della retribuzione lorda annua include:</p>
<p><strong>Retribuzione Tabellare Annua</strong>: vale a dire l&#8217;importo derivante dalla RMC, la retribuzione minima contrattuale definita dal CCNL.<br /><strong>Mensilità Aggiuntive</strong>: che includono il<strong> costo per tredicesima</strong> e, se prevista dal CCNL, <strong>quattordicesima</strong> mensilità. Questi importi si rateizzano nell&#8217;arco dell&#8217;anno.</p>
<h5><strong>II. Contribuzione Previdenziale e Assicurativa (Oneri Sociali)</strong></h5>
<p>Questa è la <strong>componente più significativa</strong> che si aggiunge alla retribuzione lorda e rappresenta la quota di oneri a carico esclusivo dell&#8217;azienda (percentuale variabile) e comprende:</p>
<ul>
<li><strong>Contributi Previdenziali (INPS)</strong>: A carico del datore di lavoro, la cui aliquota varia in base al settore, alla qualifica, ecc.</li>
<li><strong>Contributo Aggiuntivo per Contratti a Termine</strong>: I contratti a tempo determinato prevedono un&#8217;aliquota contributiva aggiuntiva (attualmente pari all&#8217;1,4% della retribuzione imponibile a fini previdenziali) volta a disincentivare l&#8217;utilizzo di tale tipologia contrattuale.</li>
<li><strong>Contributi Assicurativi (INAIL)</strong>: Il premio assicurativo contro gli infortuni e le malattie professionali, la cui aliquota è determinata in base al grado di *rischio* associato all&#8217;attività svolta.</li>
</ul>
<h5><strong>III. Trattamento di Fine Rapporto (TFR)</strong></h5>
<p>Il<strong> TFR</strong> (Art. 2120 c.c.) non è un costo contributivo, ma un debito differito dell&#8217;azienda nei confronti del dipendente che &#8220;matura per rateo&#8221; di anno in anno. L&#8217;onere aziendale è rappresentato dalla somma annualmente accantonata e soggetta a:</p>
<ul>
<li><strong>Rivalutazione Monetaria</strong>: Al 31 dicembre di ogni anno, il fondo TFR accantonato è soggetto a rivalutazione secondo una specifica formula (1,5% in misura fissa + 75% dell&#8217;aumento dell&#8217;indice ISTAT dei prezzi al consumo).</li>
</ul>
<h5><strong>IV. Costo di Ratei Mat/ROL non Goduti</strong></h5>
<p>L&#8217;azienda deve considerare il costo teorico derivante dalla maturazione dei ratei di <strong>Ferie</strong> e <strong>Permessi Retribuiti (ROL)</strong>. Tali ratei, se non goduti entro i termini previsti dalla legge o dal CCNL, devono essere <strong>monetizzati</strong> o rimangono un debito aziendale potenziale.</p>
<h5><strong>V. Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP)</strong></h5>
<p>Infine, ai sensi del D.Lgs. 446/97, il costo del personale dipendente costituisce generalmente una <strong>componente della base imponibile IRAP</strong>, incrementando l&#8217;onere fiscale complessivo dell&#8217;azienda.</p>
<h2><strong>Sintesi del Costo Medio Aziendale per Dipendente</strong></h2>
<p>In sintesi, il <strong>costo complessivo medio (Costo del Lavoro Lordo Annuo)</strong> può essere espresso, in termini tecnico-contabili, come la somma delle seguenti componenti:</p>
<p>{Costo Aziendale} = {Retribuzione Lorda Annua} + {Oneri Sociali a Carico Azienda} + {Rateo TFR Accantonato} + {Costo Ratei Ferie/ROL Mat/non Goduti} + {Eventuale Quota IRAP}</p>
<p>La stima precisa di questi elementi è fondamentale per una corretta<strong> elaborazione del budget del personale</strong> e per l&#8217;analisi della <strong>sostenibilità economica</strong> delle risorse umane. Proprio per questo, è molto importante rivolgersi a realtà solide e con esperienza nel campo della <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/">consulenza e gestione del lavoro</a> e nell&#8217;<a href="https://www.studiopaghecarafa.it/paghe-online/">amministrazione delle buste paga</a>.</p>
<h3><strong>Dalla Retribuzione Lorda al Netto in Busta Paga</strong></h3>
<p>Una volta definito il <strong>Costo del Lavoro Lordo</strong> (l&#8217;onere complessivo per l&#8217;azienda), è possibile stimare l&#8217;importo che effettivamente verrà corrisposto al dipendente (stipendio netto). Questa stima richiede la scomposizione della Retribuzione Lorda per determinare il corretto carico fiscale.</p>
<h4>La Determinazione dell&#8217;Imponibile Fiscale</h4>
<p>Il primo passo è la detrazione dei contributi a carico del dipendente.</p>
<ol>
<li><strong>Detrazione Contributi INPS Dipendente</strong>: Dalla Retribuzione Lorda (mensile o annua) deve essere detratta la quota contributiva a carico del lavoratore (aliquota standard del 9,19% o quella specifica del settore/qualifica).<br />&gt;<strong> Nota Tecnica</strong>: Questi contributi, pur essendo trattenuti in busta paga, non sono un costo per l&#8217;azienda, ma un onere del dipendente che l&#8217;azienda, in qualità di &#8220;Sostituto d&#8217;Imposta&#8221;, provvede a versare (tramite Modello F24) entro il 16 del mese successivo a quello di competenza.</li>
<li><strong>Calcolo dell&#8217;Imponibile Fiscale</strong>: La Retribuzione Lorda al netto dei contributi INPS a carico dipendente costituisce l&#8217;Imponibile Fiscale (base di calcolo per l&#8217;IRPEF).</li>
</ol>
<p>&gt; {Imponibile Fiscale} = {Retribuzione Lorda} &#8211; {Contributi INPS a carico Dipendente}</p>
<h4>Il Calcolo dell&#8217;IRPEF e delle Detrazioni</h4>
<p>Sull&#8217;Imponibile Fiscale si determina l&#8217;Imposta Lorda (IRPEF Lorda) mediante l&#8217;applicazione delle aliquote progressive per scaglioni di reddito (come stabilito dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi &#8211; TUIR).</p>
<p>Dall&#8217;IRPEF Lorda si sottraggono poi le detrazioni fiscali, che riducono direttamente l&#8217;imposta dovuta, ovvero:</p>
<ul>
<li><strong>Detrazioni per Lavoro Dipendente</strong>: Spettanti in base al reddito annuo complessivo e calcolate secondo formule decrescenti al crescere della soglia di reddito.</li>
<li><strong>Ulteriori Benefici Fiscali</strong> (Es. Trattamento Integrativo):<br />&gt; <em>Trattamento Integrativo</em> (cd. &#8220;Bonus 100 Euro&#8221;): Riconosciuto per i redditi più bassi (attualmente, fino a € 15.000 o, con specifiche condizioni, fino a € 28.000).<br />&gt; <em>Somme Integrative e Ulteriori Detrazioni</em>: Previste da recenti decreti-legge, anch&#8217;esse modulate in base a specifici range di reddito (es. la somma integrativa in misure percentuali, o l&#8217;ulteriore detrazione riconosciuta per redditi lordi annui superiori a € 20.000).</li>
</ul>
<p>Il risultato finale, l&#8217;<strong>IRPEF Netta Residua</strong>, è l&#8217;imposta effettivamente dovuta.</p>
<p>Questa veloce panoramica rende chiaro quanto sia effettivamente complesso il quadro di calcolo del costo effettivo delle risorse dipendenti per il datore di lavoro e per l&#8217;azienda. Calcolare con precisione determinati costi e comprendere come gestirli al meglio rimane fondamentale oggi per permettere una crescita in termini di capitale umano alla propria realtà economica.</p>
<h5>Vuoi conoscere la simulazione del costo specifico di un nuovo inquadramento nel tuo settore? Possiamo assisterti nell&#8217;analisi dei CCNL e delle aliquote contributive applicabili. <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/contatti/">Contattaci ora per un primo appuntamento di consulenza del lavoro gratuito</a>.</h5>
<p>&nbsp;</p>


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		<title>Conguaglio di fine anno: cos&#8217;è e come incide sulla busta paga</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/conguaglio-fine-anno-busta-paga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 15:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo abbiamo scelto di spiegare sinteticamente e chiaramente cosa intendiamo quando parliamo di conguaglio di fine anno. Di cosa si tratta e in che modo cambia la busta paga? Perché il cedolino di dicembre è più alto o più basso?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>In questo articolo abbiamo scelto di spiegare sinteticamente e chiaramente cosa intendiamo quando parliamo di <strong>conguaglio di fine anno. </strong>Di cosa si tratta e in che modo cambia la busta paga? Perché il cedolino di dicembre è più alto o più basso?</p>
<h3>Cosa è il conguaglio? Chi lo fa e in quali tempi?</h3>
<p>Partiamo dalla base. Il conguaglio di fine anno è un&#8217;<strong>operazione matematica</strong> per calcolare l’<strong>IRPEF</strong> netta definitiva dell&#8217;anno. È un adempimento cui sono tenuti i sostituti d&#8217;imposta (ossia aziende pubbliche e private che sostituiscono il contribuente nei rapporti con il fisco)</p>
<p>Le tempistiche sono le seguenti: il conguaglio va fatto entro il 16 Gennaio dell&#8217;anno successivo a quello d&#8217;imposta. In caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l&#8217;anno, il conguaglio si effettua alla <strong>data di cessazione</strong>.</p>
<h2><b>Come si calcola il conguaglio? </b></h2>
<p>Venendo alla pratica,  per arrivare al conguaglio, si procede con il determinare qual è il <strong>reddito complessivo annuo</strong> e su questo calcolare l&#8217;IRPEF lorda, detrazioni e IRPEF netta definitivi dell&#8217;anno</p>
<p>È essenziale notare come il reddito complessivo annuo sia dato da tutte le somme/valori percepiti entro il giorno 31 dicembre. In particolare, si confrontano i <strong>dati definitivi con quanto calcolato fino a novembre</strong> in base al <strong>reddito presunto</strong> e per differenza si determinano gli importi di conguaglio</p>
<h3><b>Quale impatto ha sulla busta paga?</b></h3>
<p>Veniamo alla domanda che sicuramente interessa di più sia lavoratori che datori di lavoro. Come incide il conguaglio sulla busta paga? Le possibilità, molto semplicemente sono due:</p>
<ul>
<li><strong>Conguaglio a credito</strong>: erogato in busta paga se le imposte trattenute risultano superiori a quelle dovute</li>
<li><strong>Conguaglio a debito</strong>: se nel corso dell’anno abbiamo pagato meno Irpef del dovuto ( in base agli scaglioni di reddito* e alle relative aliquote)</li>
</ul>
<p>Un consiglio di fondamentale importanza, per evitare incertezze, è quello di accertarsi che il proprio Consulente, applichi il <strong>riproporzionamento mensile automatico</strong>. Senza tale applicazione, infatti, si rischia di affrontare un <span style="text-decoration: underline;">conguaglio fiscale a debito molto corposo</span>.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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		<title>Tredicesima: istruzioni per l&#8217;uso</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/tredicesima-come-funziona-e-calcolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 15:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In caso di dimissioni da un contratto a tempo determinato è previsto un preavviso? Vi spieghiamo qual è la regola generale e quali soluzioni sono disponibili per lavoratori e datori di lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/tredicesima-come-funziona-e-calcolo/">Tredicesima: istruzioni per l&#8217;uso</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><span style="font-weight: 400;">Quasi un motivo ricorrente e un tormentone invernale, l’erogazione della tredicesima è uno dei momenti più desiderati e attesi da molti lavoratori, alle prese con le spese extra che, soprattutto in Italia, le famiglie tendono a sostenere negli ultimi giorni dell’anno e durante le feste. In questo articolo, molto schematicamente spieghiamo come funziona e per chi è prevista la </span><b>tredicesima mensilità.</b></p>
<h2><b>Che cos’è la tredicesima e come funziona? </b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo dalle basi. Quando parliamo di tredicesima, parliamo di una una mensilità retributiva aggiuntiva che viene erogata nel mese di dicembre, prima delle festività natalizie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se il contratto lo prevede, il </span><b>datore di lavoro</b><span style="font-weight: 400;"> però può anche decidere di </span><b>pagare la tredicesima a rate</b><span style="font-weight: 400;">, suddividendola sui 12 mesi Quando è invece erogata in un&#8217;unica soluzione, solitamente la tredicesima viene pagata </span><b>entro il 15/20 dicembre</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quanto alla regola generale, la tredicesima corrisponde a </span><b>un dodicesimo della retribuzione lorda annuale</b><span style="font-weight: 400;"> ed è importante ricordare che si calcola sui mesi effettivi di lavoro</span></p>
<h3><b>Come si calcola la tredicesima?</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il calcolo della tredicesima è molto semplice: basta moltiplicare la retribuzione lorda mensile per il numero di mesi lavorati, e dividere poi per 12.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È fondamentale ricordare che sulla tredicesima non si applicano le detrazioni d&#8217;imposta per lavoro dipendente né quelle per familiari a carico: ed è proprio per questo che il </span><b>netto della tredicesima</b><span style="font-weight: 400;"> è </span><b>più basso della retribuzione mensile</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Tutti i lavoratori dipendenti</strong> hanno diritto alla tredicesima, inclusi i lavoratori a tempo determinato, part-time e gli apprendisti. Sono esclusi, invece, i tirocinanti e le partite iva.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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</div></div></div></div></div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dimissioni e preavviso: cosa c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/dimissioni-e-preavviso-cosa-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 07:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=4014</guid>

					<description><![CDATA[<p>In caso di dimissioni da un contratto a tempo determinato è previsto un preavviso? Vi spieghiamo qual è la regola generale e quali soluzioni sono disponibili per lavoratori e datori di lavoro.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><span style="font-weight: 400;">Spesso capita di sentire la domanda &#8220;Se ho un contratto a tempo determinato e voglio dimettermi, devo dare il preavviso”. Al fine di fare chiarezza, in questo articolo, abbiamo raccolto quanto previsto dalla legge, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">È obbligatorio il preavviso?</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La regola generale è no. Infatti il lavoratore non può dimettersi e il datore di lavoro non può licenziare prima della scadenza del contratto. Partendo da questo presupposto, ovviamente, non c&#8217;è neppure un obbligo di preavviso, che esiste solo sui contratti a tempo indeterminato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricordiamo infatti che si può recedere dal contratto a tempo determinato solo  se c&#8217;è una </span><b>giusta causa grave</b><span style="font-weight: 400;"> che non consente la prosecuzione del rapporto di lavoro e vale sia per l’azienda sia per il lavoratore ai sensi dell&#8217; art. 2119 c.c.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Quale può essere la soluzione</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Le parti possono stabilire una risoluzione anticipata dal contratto con un preavviso. Ovviamente è più agevole ricorrere  se previsto dal CCNL. Nella maggior parte dei casi, però,  il contratto nazionale non lo prevede. In tal caso, allora, potrebbe intervenire il contratto di assunzione, prevedendo un recesso anticipato, a beneficio del lavoratore che si può dimettere e in deroga alla regola generale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In alternativa se nulla prevede il recesso anticipato, e il lavoratore si dimette lo stesso, potenzialmente il </span><b>Datore di lavoro </b><span style="font-weight: 400;">potrebbe arrivare a</span> <span style="font-weight: 400;">chiedere un </span><b>risarcimento</b> <b>del danno</b><span style="font-weight: 400;">. In conclusione, si tratta di regole molto ferree e non ci si dimette/licenzia mai da un tempo determinato.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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					<div class="mkd-call-to-action-text" >
						<h3 style="color: #ffffff;">Hai bisogno di altri consigli specifici in materia di lavoro?</h3>
					</div>

				</div>

				
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						<a href="https://www.studiopaghecarafa.it/contatti/" target="_self" style="background-color: #f7931e" class="mkd-btn mkd-btn-large mkd-btn-solid mkd-btn-icon"  >    <span class="mkd-btn-text"  >Contattaci</span><span class="mkd-btn-icon-holder">            <span aria-hidden="true" class="mkd-icon-font-elegant arrow_carrot-right mkd-btn-icon-elem" ></span>            <span aria-hidden="true" class="mkd-icon-font-elegant arrow_carrot-right mkd-btn-icon-elem" ></span>        </span>    </a>
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</div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Fringe Benefit: Tutte le Novità 2024</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/fringe-benefit-notizie-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 09:08:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=4015</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo raccolto in un articolo le tante novità riguardanti i fringe benefit per i lavoratori nel 2024: scopri di più su cuneo fiscale, congedi parentali, IRPEF e premi di produttività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/fringe-benefit-notizie-2024/">Fringe Benefit: Tutte le Novità 2024</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><span style="font-weight: 400;">Con il 2024 che si avvicina, abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo tutte le principali novità riguardanti il </span><b>Fringe Benefit</b><span style="font-weight: 400;">. Ricordiamo che, con questo termine, traducibile in italiano come &#8220;benefici aggiuntivi”, ci si riferisce a vantaggi o benefici non monetari che un datore di lavoro offre ai propri dipendenti come parte del pacchetto retributivo complessivo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi vantaggi aggiuntivi vanno oltre lo stipendio base e possono includere una vasta gamma di benefici, come assicurazione sanitaria, assicurazione sulla vita, piani pensionistici, assegnazioni alloggiative, pasti gratuiti, auto aziendali, giorni di ferie pagati, sconti su prodotti o servizi aziendali, corsi di formazione, e altro ancora. Diventa fondamentale </span><a title="elaborazione buste paga e contributi" href="https://www.studiopaghecarafa.it/elaborazione-paghe-e-contributi/"><span style="font-weight: 400;">monitorare con i propri consulenti del lavoro tali novità</span></a><span style="font-weight: 400;"> per assicurarsi di non perdersi le opportunità offerte dal legislatore.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Come cambia la soglia di fringe benefit nel 2024</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La soglia di fringe benefit esenti</span> <span style="font-weight: 400;">viene i</span><b>nnalzata per tutti i lavoratori a 1000 euro </b><span style="font-weight: 400;">rispetto al tetto ordinario attuale di 258,23 euro. Per il lavoratori con figli, che oggi godono invece di un tetto fissato a 3000 euro, la soglia scende a 2000 euro. Altre importanti novità riguardano:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Cuneo fiscale</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Agevolazioni assunzioni</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">IRPEF</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Decontribuzione donne</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Premi di produttività</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Congedo parentale.</span></li>
</ul>
<h3></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">Le news sul cuneo fiscale</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Per un altro anno, viene </span><b>confermato il taglio del cuneo contributivo</b><span style="font-weight: 400;"> a carico dei dipendenti, pari al:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">6% per i redditi da 25mila a 35 mila euro</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">7% per i redditi fino a 35mila euro già in vigore dal 1 luglio 2022</span></li>
</ul>
<h3></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">Novità riguardanti le Agevolazioni Assunzioni e l’IRPEF</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 2024 le </span><b>assunzioni a tempo indeterminato</b><span style="font-weight: 400;"> saranno tutte </span><b>esonerate dal versamento dei contributi previdenziali fino al 120%</b><span style="font-weight: 400;">. Non solo, perché si arriva addirittura a un esonero al 130% in caso di:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">under 30</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">donne con figli</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">percettori di Reddito di cittadinanza</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">soggetti con invalidità.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">L’IRPEF passa invece da 4 a 3 aliquote così strutturate:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">23% fino a 28.000 €</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">35% da 28.000 € A 50.000 €</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">43% oltre i 50.000 €</span></li>
</ul>
<h3></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">Decontribuzione totale donne: come funziona</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il taglio del cuneo contributivo sarà totale, 100% dell&#8217;aliquota contributiva, nel caso di lavoratrici dipendenti con due o più figli. In particolare:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Per chi ha due figli:</b><span style="font-weight: 400;"> sgravio pari all&#8217;intera quota dei contributi a carico delle lavoratrici per un anno. Condizione per ottenere l&#8217;agevolazione è il fatto che il figlio più piccolo abbia meno di 10 anni.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Per chi ha tre figli</b><span style="font-weight: 400;">: per le donne lavoratrici che hanno tre figli, sgravio pari all&#8217;intera quota dei contributi a carico delle lavoratrici in modo permanente fino ai 18 anni del più piccolo.</span></li>
</ul>
<h3></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">Premi di produttività: prevista una conferma</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;attuale </span><b>detassazione dei premi di produttività</b><span style="font-weight: 400;">, che permette di applicare un&#8217;imposta sostitutiva dell&#8217;IRPEF e delle addizionali con un&#8217;aliquota del 5%, dovrebbe trovare conferma anche per il prossimo anno.</span></p>
<h3></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">Congedo parentale, le novità per il 2024</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 2024 sono previsti:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>5 mesi di congedo di maternità</b><span style="font-weight: 400;"> retribuiti al 100%;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">1 mese aggiuntivo utilizzabile da entrambi i genitori, entro i 6 anni del figlio e retribuito all&#8217;80%;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>1 nuovo mese retribuito al 60%</b><span style="font-weight: 400;"> e sempre fino ai 6 anni;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">8 mesi al 30%.</span></li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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					<div class="mkd-call-to-action-text" >
						<h3 style="color: #ffffff;">Hai bisogno di altri consigli specifici in materia di lavoro?</h3>
					</div>

				</div>

				
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		<item>
		<title>Ticket licenziamento: come si calcola?</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/ticket-licenziamento-come-si-calcola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=4008</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come può calcolare il datore di lavoro il ticket sul licenziamento? In questo articolo abbiamo raccolto tutte le info utili per calcolarlo nel 2023.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><span style="font-weight: 400;">Il ticket di licenziamento è un contributo a carico del datore di lavoro, da versare all&#8217;</span><b>INPS</b><span style="font-weight: 400;"> in tutti i casi di</span><b> cessazione di rapporto di lavoro </b><span style="font-weight: 400;">dipendente a tempo indeterminato che darebbe potenzialmente accesso alla </span><b>NASpI</b><span style="font-weight: 400;"> in favore del cessato. In questo articolo, in sintesi, vi mostriamo come si calcola tale ticket e i casi particolare su cui porre attenzione,</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">A quanto ammonta il ticket di licenziamento nel 2023</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il contributo è pari al </span><b>41% del massimale mensile NASpl </b><span style="font-weight: 400;">(ovvero 1.470,99 euro per il 2023), per ogni 12 mesi di durata del rapporto di lavoro. L&#8217;importo è riproporzionato per periodi inferiori all&#8217;anno. Il </span><b>ticket di licenziamento 2023</b><span style="font-weight: 400;"> è pari quindi a </span><b>€ 603,10</b><span style="font-weight: 400;"> annui, per ogni anno effettuato, fino a un massimo di 3 anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai fini del calcolo va considerata come intera mensilità quella in cui quella prestazione lavorativa sia stata superiore ai 15 giorni e un </span><a title="gestione del personale" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/"><span style="font-weight: 400;">consulente del lavoro qualificato</span></a><span style="font-weight: 400;"> può sicuramente aiutare l’imprenditore o il datore di lavoro a non commettere errori in tal senso.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Ticket di licenziamento e lavoro part time</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Va infine riposta particolare attenzione in riferimento a ciò che avviene coi rapporti di lavoro part time. In questa fattispecie, l&#8217;importo è</span><b> dovuto in misura identica</b><span style="font-weight: 400;"> a prescindere dalla tipologia di lavoro, sia esso part time o full time.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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						<h3 style="color: #ffffff;">Hai bisogno di altri consigli specifici in materia di lavoro?</h3>
					</div>

				</div>

				
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					</div>

				
			</div>

				</div>
		
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			</item>
		<item>
		<title>Assumere un minorenne: quando si può?</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/assumere-un-minorenne-quando-e-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 08:37:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3997</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le prestazioni di lavoro occasionali permettono ai nostri imprenditori e datori di lavoro di circondarsi di tanti collaboratori esterni. Sai però come funzionano davvero?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Quando si parla di un argomento delicato come il lavoro minorile è bene sempre tenere a mente cosa prevede la legislazione italiana e procedere con consapevolezza all&#8217;inserimento in organico di minori. In questo articolo, abbiamo raccolto sinteticamente quello che c&#8217;è da sapere quando si sta pensando di assumere un minorenne.</p>
<h3>Lavoro minorile: differenza tra bambini e adolescenti</h3>
<p>Partiamo innanzitutto col ricordare che il diritto del lavoro, in Italia, distingue in maniera chiara tra:</p>
<ul>
<li>Bambini: minori con meno di 15 anni d&#8217;età o minori con età superiore e ancora soggetti all&#8217;obbligo scolastico;</li>
<li>Adolescenti: minori con almeno 15 anni d&#8217;età che hanno assolto i 10 anni dell&#8217;obbligo scolastico.</li>
</ul>
<p>Ebbene i bambini, previa<strong> autorizzazione dell&#8217;ispettorato del lavoro</strong>, possono essere adibiti solo alle seguenti tipologie di attività:</p>
<ul>
<li>attività culturali</li>
<li>attività artistiche</li>
<li>attività sportive</li>
<li>attività nel settore dello spettacolo</li>
</ul>
<p>Il discorso cambia per gli<strong> adolescenti con almeno 16 anni di età,</strong> che possono essere assunti in tutti i settori escluse le attività pericolose espressamente previste.</p>
<h3>Assumere un minorenne: obblighi e divieti</h3>
<p>Veniamo ora a ciò che può e non può fare un datore di lavoro che abbia scelto di assumere un minorenne nella sua realtà aziendale. In particolare è necessario che si rispetti:</p>
<ul>
<li>obbligo di visita medica preassuntiva e visita periodica con cadenza non superiore ad un anno;</li>
<li>divieto di impiego nel lavoro notturno salvo in caso di forza maggiore;</li>
<li>orario di lavoro massimo pari a 8 ore giornaliere e 40 ore settimanali.</li>
</ul>
<p>Inoltre, salvo diverse disposizioni dell&#8217;ITL:</p>
<ul>
<li>riposo intermedio pari a 1 ora dopo 4 ore e mezza di lavoro</li>
<li>riposo settimanale di 2 giorni possibilmente consecutivi e compresi la domenica</li>
</ul>
<p>Rispetto alla generalità dei lavoratori, insomma, per il rapporto di lavoro con i minori sono previste alcune particolarità riguardo la tutela della salute e sicurezza, l&#8217;orario di lavoro e i tempi di riposo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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		<title>Gli straordinari sono obbligatori?</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/straordinari-obbligatori-come-funzionano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 08:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3994</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le prestazioni di lavoro occasionali permettono ai nostri imprenditori e datori di lavoro di circondarsi di tanti collaboratori esterni. Sai però come funzionano davvero?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Le ore di straordinario: un termine familiare a molti, ma quanto ne sappiamo veramente? Queste ore aggiuntive, fuori dall&#8217;orario consueto, rappresentano una parte significativa del mondo lavorativo. In questo articolo, abbiamo raccolto in sintesi le <strong>principali caratteristiche degli straordinari</strong>, rispondendo alla sempre attuale domanda: <strong>gli straordinari sono obbligatori</strong>?</p>
<h3>Come funzionano gli straordinari e quando sono obbligatori</h3>
<p>Ricordiamo innanzitutto che si chiamano ore straordinarie perché sono, a tutti gli effetti, extra dall&#8217;orario ordinario. Schematicamente, qui di seguito ti ricordiamo tutte le principali caratteristiche del lavoro straordinario:</p>
<ul>
<li>durante la giornata lavorativa, si possono fare, tra ore ordinarie e non, <strong>massimo 13 ore</strong>. In una settimana massimo 48 ore di lavoro. In un anno, sono concesse<strong> in totale 250 ore di straordinario</strong>.</li>
<li>Il lavoratore è obbligato a effettuare la prestazione straordinaria, quando ci sono <strong>comprovate esigenze tecnico produttive</strong>.</li>
<li>fanno eccezione il lavoratore studente, oppure il lavoratore che abbia delle esigenze comprovate che impediscono di effettuare il lavoro straordinario. Questi infatti possono rifiutare.</li>
</ul>
<p>Se hai delle domande ancora più specifiche sul lavoro straordinario e non dei tuoi dipendenti, ti consigliamo di organizzare una call con <a title="consulenza gestione del personale" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/">professionisti della gestione e amministrazione del personale</a>, per una più puntuale e precisa consulenza del lavoro.</p>

		</div>
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</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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		<title>Cosa sono e come utilizzare le Prestazioni Occasionali</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/prestazioni-occasionali-cosa-sono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 08:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3991</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le prestazioni di lavoro occasionali permettono ai nostri imprenditori e datori di lavoro di circondarsi di tanti collaboratori esterni. Sai però come funzionano davvero?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Le <strong>prestazioni occasionali</strong> sono uno di quegli argomenti che, in materia di impiego, tornano sempre con una certa insistenza. Tutti ne parlano, molti ne consigliano l&#8217;utilizzo, in pochi sono precisi e corretti nei loro discorsi sul tema. Quanti davvero sono a conoscenza di cosa sono le prestazioni occasionali? Quanti sanno nella pratica come poterle utilizzare? Quanti ancora sono a conoscenza dei <strong>nuovi adempimenti obbligatori</strong> per l’invio?</p>
<h2>Cosa dice la legislazione italiana sulle prestazioni di lavoro occasionali</h2>
<p>Partiamo col dire che la <strong>normativa di riferimento</strong> è l’art. 54 bis del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni in Legge 21 giugno 2017, n. 96, come da ultimo significativamente modificato dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, commi 342 e seguenti, Legge 29 dicembre 2022, n. 197)</p>
<h3>I limiti delle prestazioni occasionali</h3>
<p>Un buon modo per comprendere cosa sono le prestazioni occasionali è innanzitutto definirne i limiti. Attualmente, è consentito il ricorso a prestazioni di lavoro occasionali quando esse diano luogo, nel corso di un anno civile (1° gennaio – 31 dicembre di ciascun anno):</p>
<ul>
<li>un <strong>massimo di 30 giornate</strong> nell’arco dell’anno solare tra prestatore e utilizzatore</li>
<li>per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a <strong>compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro</strong>;</li>
<li>per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 10.000 euro;</li>
<li>per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del <strong>medesimo utilizzatore</strong>, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro</li>
</ul>
<p>Ricordiamo che, al <strong>superamento di un reddito annuo pari a 5.000 euro</strong>, scatta l&#8217;<strong>obbligo di iscrizione</strong> alla gestione separata Inps secondo quanto previsto dalla legge 335/1995.</p>
<h3>Imposizioni fiscali sulle prestazioni occasionali</h3>
<p>I compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, da giovani con meno di 25 anni di età, da disoccupati, nonché da percettori di prestazioni integrative del salario o di altre prestazioni di sostegno del reddito sono <strong>computati in misura pari al 75% del loro importo</strong> ai fini di computo del limite di cui alla lettera b) che precede.</p>
<p>I compensi percepiti dal prestatore sono <strong>esenti da imposizione fiscale</strong>, non incidono sullo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.</p>
<p>Il ricorso alle prestazioni di lavoro occasionali è, però, vietato rispetto a soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.</p>
<h2>Chi sono i beneficiari delle prestazioni di lavoro occasionali</h2>
<p>Possono fare ricorso a tale tipologia di contratto: <strong>professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni</strong> ed altri enti di natura privata, nonché le <strong>amministrazioni pubbliche</strong>.</p>
<p>Per effetto delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2023, dal 1° gennaio 2023, il contratto di prestazione occasionale può essere utilizzato dai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze f<strong>ino a 10 lavoratori subordinati a tempo indeterminato</strong>. Lo stesso limite dimensionale trova applicazione anche alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive del settore del turismo;</p>
<h3>Adempimenti obbligatori per chi utilizza le prestazioni occasionali</h3>
<p>Ovviamente in caso di utilizzo delle prestazioni occasionali, è necessario adempiere con attenzione alle corrette modalità di comunicazione ed erogazione dei compensi. In particolare sono obbligatori:</p>
<ul>
<li>Invio della Comunicazione UniLav tramite il MINISTERO DEL LAVORO almeno 24 h prima dell’inizio della Prestazione Occasionale</li>
<li>Contestuale emissione della Fattura con indicazione del periodo di lavoro e compenso</li>
<li>Successivo versamento della Ritenuta d’Acconto pari al 20% dei compensi a lordi erogati , tramite modello F24</li>
<li>Elaborazione ed invio delle CU Autonomi all’Agenzia delle Entrate</li>
</ul>
<p>Attenzione, ricorda che, se non stai inviando le <strong>Prestazioni Occasionali</strong>, nelle modalità descritte, non sei in regola. Cosa vuol dire questo? In caso di controlli da parte di Organi Ispettivi, sei <strong>sanzionabile</strong> poiché è come se &#8220;tenessi a Nero i tuoi Prestatori&#8221;! Per questo è fondamentale prendersi cura e tutelare la propria azienda, anche rivolgendosi a <a title="amministrazione e gestione del personale" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/"><strong>studi di consulenza sul personale</strong></a>, che possano liberarti dalla preoccupazione di dedicare attenzione e ore di lavoro alla gestione delle carte e delle pratiche relative ai tuoi collaboratori.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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		<item>
		<title>Incentivo donne 2023: quali agevolazioni per i datori di lavoro</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/incentivo-donne-2023-agevolazioni-datori-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 10:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3845</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutte le novità della legge di stabilità 2023 in materia di incentivo donne. In questo articolo i dettagli delle agevolazioni per assunzioni e regolarizzazioni di donne senza impiego.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/incentivo-donne-2023-agevolazioni-datori-di-lavoro/">Incentivo donne 2023: quali agevolazioni per i datori di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="font-weight: 400;">Il cosiddetto </span><b>incentivo donne svantaggiate</b><span style="font-weight: 400;">, in materia di agevolazioni, è sicuramente un argomento caldo da tenere bene in considerazione per le aziende. Anche se, probabilmente non ha il peso dell’esonero giovani, offre comunque delle opportunità e ci sono diverse </span><b>novità per il 2023</b><span style="font-weight: 400;"> su questo fronte.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sia nel 2021 che nel 2022 sono cresciuti molto i </span><b>rapporti agevolati con l’incentivo donne</b><span style="font-weight: 400;">. Nel 2021 addirittura del 65%. Tassi di crescita che devono far riflettere i datori di lavoro che ancora non hanno colto tale occasione. Certo, come spesso accade, la materia è molto complessa ed è quindi opportuno rivolgersi alla </span><a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/"><span style="font-weight: 400;">consulenza personalizzata e professionale di uno studio di elaborazione paghe e consulenza del lavoro</span></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Cosa è l&#8217;Incentivo donne e come funziona nel 2023?</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo con il chiarire di cosa stiamo parlando. L&#8217;Incentivo donne, di per sé, non è una novità ed è operativo da un decennio. La sua introduzione risale alla </span><b>Legge Fornero</b><span style="font-weight: 400;"> (Legge n. 92/2012). L’idea era &#8211; e rimane ancora &#8211; quella di favorire l&#8217;occupazione femminile, con una riduzione del 50% della contribuzione complessivamente dovuta dai datori di lavoro. Sono compresi nell’agevolazione anche i premi assicurativi e i contributi dovuti all&#8217;INAIL.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;incentivo viene concesso a quei datori di lavoro che  procedono ad </span><b>assunzioni a tempo determinato</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>indeterminato</b><span style="font-weight: 400;"> e copre anche i casi di </span><b>trasformazione a tempo indeterminato</b><span style="font-weight: 400;"> di un precedente rapporto agevolato di “donne lavoratrici svantaggiate”. </span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Quali donne sono considerate svantaggiate e oggetto di incentivo</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La casistica di lavoratrici donne svantaggiate che possono permettere al datore di lavoro di accedere al contributo è piuttosto ampia: Ve la presentiamo qui di seguito in sintesi:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">lavoratrici </span><b>over 50 disoccupate</b><span style="font-weight: 400;"> da oltre 12 mesi;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">donne di qualsiasi età,</span><b> senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>residenti in regioni</b><span style="font-weight: 400;"> ammissibili ai finanziamenti nell&#8217;ambito dei </span><b>fondi strutturali dell&#8217;UE</b><span style="font-weight: 400;">;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, che svolgono professioni o attività lavorative in </span><b>settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale</b><span style="font-weight: 400;"> di genere (tali settori vengono aggiornati di anno in anno con apposito Decreto del Ministero del Lavoro insieme al MEF;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">donne di qualsiasi età, ovunque residenti, </span><b>senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 2 anni</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Quanto dura l’incentivo donne?</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">A seconda del tipo di rapporto di lavoro agevolato che si instaura, la </span><b>durata massima dell&#8217;incentivo</b><span style="font-weight: 400;"> varia come vi illustriamo qui di seguito:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>12 mesi per assunzioni a tempo determinato</b><span style="font-weight: 400;">. Nella casistica sono comprese anche le proroghe conformi alla disciplina del rapporto a tempo determinato;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>18 mesi per assunzioni a tempo indeterminato</b><span style="font-weight: 400;">;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">18 mesi complessivi (decorrenti dalla data di assunzione) per trasformazioni da precedente rapporto agevolato a rapporto indeterminato.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="font-weight: 400;">Una doverosa precisazione</span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si ha diritto all’incentivo strutturale solo se l’assunzione, la proroga e la trasformazione realizzino un </span><b>incremento netto del numero dei dipendenti</b><span style="font-weight: 400;"> del datore di lavoro interessato rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Si ricordi inoltre che il beneficio è da considerarsi aiuto di Stato, ricompreso nella categoria degli aiuti “de minimis”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Incentivo donne: tutto sull’esonero contributivo per il 2023</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per le sole annualità 2021 e 2022, sulla base della legge di Bilancio 2021, si è arrivati a un’estensione che stabilisce in sintesi quanto segue:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>esonero totale dal pagamento</b><span style="font-weight: 400;"> dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati (parleremo dell&#8217;INAIL nell’ultimo paragrafo);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">massimo importo di sgravio concedibile fissato a € 6.000 su base annua, da riparametrare e applicare su base mensile;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">necessità che le assunzioni determinino un </span><b>incremento occupazionale </b><span style="font-weight: 400;">netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il calcolo va ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore pattuite e il numero delle ore che costituiscono l&#8217;orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno. L&#8217;incremento della base occupazionale deve essere considerato al netto delle diminuzioni del numero degli occupati verificatesi in società controllate o collegate o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">la preventiva autorizzazione della Commissione europea.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Le novità nella legge di Bilancio 2023</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’importante novità arriva dall’’articolo 1 della nuova Legge di Bilancio (29 dicembre 2022), in vigore dal 1° gennaio 2023. L’operatività delle disposizioni della legge di Bilancio 2021 è stata estesa alle nuove assunzioni di donne svantaggiate effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, con una elevazione</span><b> del limite massimo per lo sgravio a € 8.000 annui</b><span style="font-weight: 400;">, da riparametrare e applicare su base mensile. Confermata invece la necessaria e preventiva autorizzazione UE sull&#8217;esonero.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Incentivo donne: come incide sui premi INAIL 2023?</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;</span><b>INAIL</b><span style="font-weight: 400;"> ha</span><b> escluso</b><span style="font-weight: 400;">, per le assunzioni/trasformazioni di donne lavoratrici svantaggiate nel biennio 2021-2022, l&#8217;</span><b>esonero totale</b><span style="font-weight: 400;">, esclusivamente previsto per la contribuzione INPS.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dall Guida autoliquidazione 2021/2022 si apprende che si riconosce, in via sperimentale, per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021- 2022, l’esonero contributivo nella misura del 100 per cento nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. Nel merito si precisa, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, fermo restando quanto indicato al precedente punto 9 (quello dedicato all&#8217;esonero strutturale al 50%), </span><b>detta disposizione non si applica all’Inail</b><span style="font-weight: 400;"> e che l’esonero si riferisce alla sola </span><b>contribuzione Inps </b><span style="font-weight: 400;">con esclusione quindi dei premi assicurativi.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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			</item>
		<item>
		<title>Assunzioni Over 50 disoccupati: tutte le agevolazioni 2023</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/assunzioni-over-50-disoccupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 08:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3833</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la legge di stabilità 2023 le aziende possono procedere a regolarizzazioni e assunzioni di lavoratori e lavoratrici over 50 con tante agevolazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/assunzioni-over-50-disoccupati/">Assunzioni Over 50 disoccupati: tutte le agevolazioni 2023</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Anche nel 2023, le aziende hanno una <strong>grande opportunità</strong> per aumentare il proprio capitale umano, inserendo in organico figure di esperienza e, contemporaneamente, godendo di <strong>incentivi dedicati</strong>. Per chi dovesse assumere o stabilizzare <strong>ultracinquantenni disoccupati</strong>, infatti, gli incentivi contributivi sono molto interessanti. In questo articolo sintetizziamo le agevolazioni, di diversa intensità a seconda che si assuma un uomo o una donna, per le aziende che scelgono di procedere con l&#8217;assunzione di over 50 nel 2023.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Assunzioni Over 50: cosa dice la legge</h3>
<p>Il quadro normativo che vi presentiamo parte con la legge Fornero (articolo 4, commi da 8 a 10, legge 28 giugno 2012, n. 92): questa riconosce, permanentemente, ai datori di lavoro che assumono uomini o donne con almeno 50 anni di età, disoccupati da oltre 12 mesi, la <strong>riduzione del 50% della contribuzione sgravabile</strong> a carico del datore di lavoro, ivi compresi i premi assicurativi dovuti all’INAIL.</p>
<p>Ci sono poi le leggi di Bilancio del 2021 e del 2023 che hanno previsto, in deroga alla disciplina a regime dell&#8217;incentivo contenuta nell&#8217;articolo 4, commi da 8 a 11, della legge Fornero, l’<strong>esonero totale dalla contribuzione datoriale dovuta all&#8217;INPS per le nuove assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate</strong>. Un esonero reso possibile da specifica autorizzazione UE.</p>
<p>Come spesso accade, il quadro è parecchio complesso. Ecco perché chi si occupa di consulenza, in questo momento, sente l&#8217;esigenza di chiarire ai datori di lavoro <strong>tutte le novità sugli incentivi</strong> contributivi disponibili per le assunzioni e le stabilizzazioni 2023 di lavoratori e lavoratrici over 50 svantaggiati.</p>
<h2>Agevolazioni 2023 per assunzioni di uomini over 50</h2>
<p>Partiamo dal caso di <strong>lavoratori di sesso maschile over 50</strong> che siano disoccupati da almeno 12 mesi. L&#8217;azienda che dovesse procedere all&#8217;assunzione di ultracinquantenni rientranti in questa casistica potrebbe risparmiare metà del proprio costo del lavoro tra contributi previdenziali e assicurativi posti a proprio carico.</p>
<p>Questo perché, se si eccettua il caso del lavoro domestico, il datore di lavoro (escluso quello di lavoro domestico) ha diritto a una <strong>riduzione della contribuzione INPS</strong> e <strong>dei premi assicurativi INAIL</strong> a proprio carico <strong>nella misura del 50%</strong> (Ministero del lavoro, circolare 25 luglio 2013. n. 34 e Guida autoliquidazione<br />
2022/2023).</p>
<h3>Caratteristiche principali dell&#8217;agevolazione per assunzioni di over 50 uomini</h3>
<p>Veniamo alle caratteristiche di tali agevolazioni contributive e alla loro durata massima che è:</p>
<ul>
<li>12 mesi in caso di assunzione con contratto di <strong>lavoro dipendente</strong>, a tempo determinato anche in somministrazione;</li>
<li>18 mesi, in caso di assunzione con contratto <strong>a tempo indeterminato</strong>, anche insomministrazione;</li>
<li>18 mesi complessivi (decorrenti dalla data di assunzione) in caso di<strong> trasformazione del contratto</strong> di lavoro dipendente a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato.</li>
</ul>
<p>La cosa interessante è che l’incentivo entra in gioco anche in caso di part-time, per l’assunzione a scopo di somministrazione a tempo indeterminato e determinato. Rientrano inoltre nella casistica i rapporti di lavoro subordinato all&#8217;interno del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro. È bene invece sottolineare, ancora una volta, come l’incentivo non riguardi i rapporti di lavoro domestico e intermittente.</p>
<p>Altro fatto molto importante è l&#8217;<strong>assenza di un tetto massimo di beneficio fruibile</strong>. Per avere però diritto all&#8217;agevolazione, l’assunzione, la proroga e la trasformazione devono portare a un incremento netto del numero dei dipendenti del datore di lavoro interessato rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.</p>
<h2>Agevolazioni per Assunzioni di Lavoratrici Donne Over 50</h2>
<p>Il quadro si fa ancora più interessante nel caso in cui l&#8217;incremento di personale avvenga con l&#8217;<strong>assunzione o regolarizzazione di una donna over 50</strong>. Infatti, per effetto della proroga della legge di bilancio 2023, l&#8217;azienda può addirittura portare a zero la contribuzione a proprio carico assumendo una donna di almeno 50 anni di età e disoccupata da 12 mesi o più.</p>
<p>Con l&#8217;<strong>Incentivo donne</strong> della legge di Bilancio 2021 e 2023, il datore di lavoro può però approfittare dell&#8217;<strong>esonero contributivo totale solo per la contribuzione datoriale da versare all&#8217;INPS</strong> e fino al limite massimo di 8.000 euro annui, da riparametrare e applicare su base mensile.</p>
<p>Per quanto concerne i premi assicurativi INAIL, invece, si applica ancora l&#8217;Incentivo donne della legge Fornero. che comporta un abbattimento del 50% (al netto di diverse indicazioni da parte dell&#8217;INAIL) e senza tetto massimo.</p>
<p>Tutte le agevolazioni contributive sinora enumerate si applicano ad assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. In assenza di proroghe, a <strong>gennaio 2024</strong> si ritornerà allo status quo antem e quindi all&#8217;<strong>Incentivo donne Fornero</strong>,  anche per i contributi INPS.</p>
<h3>Caratteristiche principali delle agevolazioni per assunzioni di donne over 50</h3>
<p>Stando alle indicazioni INPS per il 2021-2022, gli esoneri previsti per le lavoratrici over 50 assunte nel 2023 hanno validità per:</p>
<ul>
<li>12 mesi in caso di assunzioni <strong>a tempo determinato</strong>, anche a scopo di somministrazione;</li>
<li>18 mesi se le assunzioni sono <strong>a tempo indeterminato</strong>, anche a scopo di somministrazione;</li>
<li>18 mesi complessivi, a partire dalla data di assunzione, per le <strong>trasformazioni a tempo</strong><br />
<strong>indeterminato</strong> di un precedente rapporto agevolato a termine;</li>
<li>18 mesi complessivi, a partire dalla data della trasformazione, per le trasformazioni a tempo indeterminato di un <strong>precedente rapporto a termine non agevolato</strong>.</li>
</ul>
<p>Come nel caso dei lavoratori uomini, vale anche per le donne il prerequisito in base al quale le assunzioni devono portare a un incremento occupazionale netto. Si è però ancora in attesa di precisi aggiornamenti e chiarimenti sui criteri per calcolare l&#8217;incremento occupazionale richiesto dall&#8217;INPS.</p>
<p>Si può accedere agli incentivi anche in caso di part-time e rapporti che ricadono nella casistica delle <strong>cooperative di lavoro</strong>. Fanno eccezione, per le donne, i rapporti di lavoro domestico, quelli di apprendistato, i contratti di<br />
lavoro intermittente, le prestazioni di lavoro occasionale. Per questi rapporti non sono previste agevolazioni che rimane, in ogni caso, soggetta a una autorizzazione preventiva dall&#8217;Unione Europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Assunzioni over 50: il ruolo degli studi di consulenza</h3>
<p>Come abbiamo visto sinora, non è per niente semplice orientarsi in questa materia. Le agevolazioni cambiano e non poco a seconda delle casistiche particolari. Inoltre, come spesso accade, su una stessa materia si esprimono <strong>contemporaneamente diverse normative</strong>. Non è perciò scontato per chi, come imprenditori e datori di lavoro, ha da pensare a tanto altro, <strong>conoscere e intercettare le agevolazioni</strong> a cui si ha diritto.</p>
<p>Queste <strong>assunzioni e regolarizzazioni di lavoratori over 50</strong> possono essere una <strong>grande opportunità per le aziende</strong>, perché permettono a regime agevolato di accedere a competenze ed esperienze difficili da trovare sul mercato del lavoro senza pagare alti costi. Per questo, nella frenesia delle normative che cambiano, è bene rivolgersi a uno<a title="gestione e amministrazione del personale taranto" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/" target="_blank" rel="noopener"> studio di consulenza del lavoro per sfruttare al massimo questa occasione concessa dal legislatore</a>. I tuoi consulenti del lavoro possono infatti aiutarti a individuare con precisione tutte le agevolazioni a cui hai diritto nell&#8217;assumere o regolarizzare i lavoratori e le lavoratrici utili alla tua azienda.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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			</item>
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		<title>Indennità di Malattia e Contratti a Tempo Determinato: Come funziona</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/indennita-di-malattia-e-contratti-a-tempo-determinato-come-funziona/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 12:13:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3505</guid>

					<description><![CDATA[<p>Indennità di Malattia e Contratti a Tempo Determinato: scopri come funziona e tutti i riferimenti normativi sull'indennità di malattia per i contratti a termine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/indennita-di-malattia-e-contratti-a-tempo-determinato-come-funziona/">Indennità di Malattia e Contratti a Tempo Determinato: Come funziona</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Malattia e contratti a tempo determinato, come funziona</h2>
<p>La malattia è un evento che si verifica nei casi in cui il lavoratore è impossibilitato a recarsi sul posto di lavoro. Essa, però, è riconosciuta allo stesso modo sia nei contratti a tempo indeterminato che in quelli a tempo determinato. Al lavoratore in malattia, infatti, viene riconosciuta un’indennità.</p>
<h2>Indennità di Malattia, come funziona</h2>
<p>L’indennità di malattia spettante al lavoratore può essere erogata:</p>
<ul>
<li>in parte dall’Inps e in parte dal datore di lavoro</li>
<li>totalmente dal datore di lavoro secondo le disposizioni contenute nel rispettivo CCNL</li>
</ul>
<p>Rientrano nella prima categoria i seguenti soggetti:</p>
<ul>
<li>Operai dei settori Industria e Artigianato, Commercio, Agricoltura;</li>
<li>Impiegati del settore Commercio;</li>
<li>Apprendisti di ogni settore</li>
</ul>
<h2>Come viene erogata l&#8217;Indennità di Malattia</h2>
<p>L’indennità viene erogata dall’Inps calcolando una percentuale sulla retribuzione media giornaliera:</p>
<ul>
<li>per i primi 3 giorni l’indennità è totalmente a carico del datore di lavoro;</li>
<li>dal 4° al 20° giorno di malattia l’indennità è pari al 50% della retribuzione media giornaliera</li>
<li>per poi salire dal 21° al 180° giorno di malattia al 66.66%.</li>
</ul>
<p>Quando, invece, l’indennità è totalmente a carico del datore di lavoro, quest’ultimo anticipa tali somme che gli verranno restituite tramite F24 mensilmente.</p>
<h2>Limite di durata della Malattia</h2>
<p>La durata della malattia ha, però, un limite pari al periodo di attività lavorativa svolta dall’interessato nei 12 mesi precedenti l’evento. In ogni caso, tale durata non può superare i 180 giorni e non può essere inferiore ai 30 giorni.</p>
<h2>Periodo di comporto per il lavoratore</h2>
<p>Con tale termine si intende il periodo entro il quale il lavoratore in malattia può ancora conservare il proprio posto di lavoro. Esso è uguale sia per i contratti a termine che per quelli a tempo indeterminato.</p>
<p>A scadenza del contratto, comunque, il rapporto termina e con esso anche la <a title="gestione buste paga e indennità di malattia" href="https://www.studiopaghecarafa.it/elaborazione-paghe-e-contributi/" target="_blank" rel="noopener">corresponsione dell’indennità di malattia</a>.</p>
<p>Viene lasciata facoltà al datore di lavoro di prorogare, trasformare o rinnovare il contratto, continuando così a corrispondere anche l’indennità di malattia.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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			</item>
		<item>
		<title>TFR: Pignoramenti e Anticipo</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/tfr-pignoramenti-e-anticipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 08:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3820</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo raccolto in questo articolo la corretta timeline della gestione permessi elettorali per le elezioni di settembre 2022.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/tfr-pignoramenti-e-anticipo/">TFR: Pignoramenti e Anticipo</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><span style="font-weight: 400;">Pignoramento presso terzi e TFR: il dipendente può chiedere una anticipazione se è in piedi un pignoramento? La risposta è sì.</span></p>
<h3>I casi previsti dalla legge per il pignoramento</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>riforma sui limiti al pignoramento</strong> delle somme relative al rapporto di lavoro di cui al d.l. 83/2015 (a modifica di quanto previsto dagli articoli 545 e 546 c.p.c.), prevede che, le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego (comprese quelle dovute a causa di licenziamento), se accreditate in banca in data uguale o successiva rispetto a quella del pignoramento, possono essere pignorate per le seguenti motivazioni:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">per <strong>crediti alimentari</strong> nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">per i <strong>tributi dovuti allo Stato</strong>, alle province e ai comuni e per ogni altro credito possono essere pignorate nella misura di un quinto.</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa succede in caso di richiesta di anticipo TFR</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Praticamente, in caso di richiesta anticipo TFR, le somme del trattamento di fine rapporto vengono parzialmente svincolate e divengono disponibili anche per il creditore, che si può rivalere su di esse al momento del pagamento in favore del lavoratore mediante<strong> trattenuta da parte del datore di lavoro del 20%</strong> dell’anticipazione che gli spetta.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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		<title>Job on call: il lavoro che ti chiama!</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/job-on-call-lavoro-chiamata-o-intermittente/</link>
					<comments>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/job-on-call-lavoro-chiamata-o-intermittente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3484</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutto quello che c'è da sapere sul cosiddetto job on call, il “contratto di lavoro intermittente o a chiamata”. Sotto questa nomenclatura ricadono i casi in cui il datore di lavoro usufruisca della disponibilità del lavoratore ad essere contattato per una prestazione lavorativa qualora il committente lo ritenga opportuno.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Per Job on call, anglicizzazione del cosiddetto “<em>contratto di lavoro intermittente o a chiamata</em>”, si intendono i casi in cui il datore di lavoro usufruisca della disponibilità del lavoratore ad essere contattato per una prestazione lavorativa qualora il committente lo ritenga opportuno.</p>
<p>Questa tipologia di contratto, introdotta nel 2003 dal D.Lgs n.276 più comunemente noto come <em>“Legge Biagi”</em>, dopo un percorso legislativo abbastanza travagliato negli anni 2007/2008, è stato infine regolamentato con la Riforma Fornero (Legge 92/2012) indicando i limiti all’impiego di tale tipologia di contratto.</p>
<h2>Come viene utilizzato il lavoro a chiamata o &#8220;Job on Call&#8221;</h2>
<p>Utilizzato principalmente quando si richiede una prestazione a<strong> carattere discontinuo</strong>, i settori che fanno riferimento a tali tipologie contrattuali sono in particolare quello alberghiero, turistico, commercio, lavoratori dello spettacolo, ecc.. Con la Legge 99/2013 è stata definita l’<a title="amministrazione del personale contratti a chiamata taranto" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/" target="_blank" rel="noopener">ammessibilità del contratto a chiamata</a> per ogni lavoratore e con lo stesso committente per un periodo che non deve superare complessivamente le 400 giornate nell’ arco di tre anni solari; qualora si superasse tale periodo il rapporto di lavoro dovrà essere convertito in un contratto a tempo indeterminato. Restano esclusi da questa regolamentazione i settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo.</p>
<h3>La regolamentazione del lavoro intermittente</h3>
<p>Il<strong> Job on Call</strong> è regolamentato in base alla contrattazione collettiva nazionale/regionale/aziendale di ciascun settore per lavoratori che non superino i 24 anni di età, (in tal caso il termine del rapporto dovrà cessare entro il 25esimo anno), o per persone che vadano dai 55 anni in poi. Il contratto a chiamata ha inoltre valenza anche nei fine settimana, nei giorni festivi come periodi pasquali o natalizi o nei giorni feriali estivi.</p>
<h3>Quali datori di lavoro possono utilizzare il Job on Call</h3>
<p>Tutti i datori di lavoro possono usufruire di questa tipologia di contratto nei casi previsti dalla Legge; i casi in cui un committente non possa avvalersi di ciò sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>quando si voglia sostituire lavoratori in sciopero;</li>
<li>quando non si sia effettuata una corretta valutazione dei rischi;</li>
<li>quando sia in atto una cassa integrazione diversa da quella spettante o comunque quando sia in atto una sospensione di rapporto di lavoro o riduzione dell’orario;</li>
<li>quando si sia proceduto a licenziamenti collettivi nei sei mesi antecedenti all’assunzione, (salvo casi previsti da ccnl);</li>
</ul>
<h3>Quanti contratti a chiamata possono interessare un lavoratore</h3>
<p>Un lavoratore ha la possibilità di compiere più di un contratto a chiamata purché questi non siano incompatibili e purché sia rispettato il limite imposto riguardo il riposo settimanale obbligatorio come previsto dal D.Lgs 66 del 2003. Il datore di lavoro dovrà poi precisare nel contratto:</p>
<ul>
<li>la durata, (determinato o indeterminato ed in questo caso il lavoratore dovrà impegnarsi a rendersi disponibile nei confronti dell’azienda ogni qualvolta ce ne sarà bisogno, anche in periodi di inattività);</li>
<li>le esigenze che spingono al ricorso di tale contratto;</li>
<li>l’indicazione dei tempi così come le modalità in cui il committente ne chiede la prestazione;</li>
<li>il luogo di lavoro;</li>
<li>tempi e modalità di erogazione del compenso pattuito;</li>
<li>eventuali misure di sicurezza in base all’attività svolta;</li>
</ul>
<h2>Altre caratteristiche del lavoro a chiamata</h2>
<p>Questa tipologia di contratto è caratterizzata anche da:</p>
<div class="wp-block-group">
<ul>
<li><strong>garanzia di disponibilità</strong>: in questo caso il lavoratore si impegna, a fronte di un indennizzo stabilito nella misura non inferiore al 20% delle retribuzioni come da ccnl, a rendersi disponibile ad eventuali chiamate da parte del datore di lavoro a meno di avvisare con giusto preavviso, l’impossibilità di adempiere all’onere causa malattia;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>senza garanzia di disponibilità</strong>: il lavoratore in questo caso puo’ rifiutare di rispondere ad una chiamata da parte dell’azienda. Da tenere a mente che dal 18 Luglio del 2012 sul datore di lavoro grava l’onere di una preventiva comunicazione della chiamata al lavoratore; tale comunicazione può essere effettuata per una singola prestazione o per prestazioni multiple che non superino i 30 giorni continuativi. La mancata comunicazione può far scattare sanzioni amministrative per ciascun lavoratore non denunciato per un importo che va dai 400 ai 2400 €.</li>
</ul>
</div>
<p>Da ricordare infine, che tale comunicazione da parte del datore di lavoro va inoltrata compilando il modello Uni-intermittenti attraverso specifici canali informativi, ed inviata o tramite PEC o mediante il portale internet click-lavoro.</p>

		</div>
	</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Lavoro domenicale, cosa dice la legge</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/lavoro-domenicale-cosa-dice-la-legge/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutto quello che c'è da sapere sul lavoro domenicale: come è regolamentato dalla legge italiana e quali sono tutte le accortezze che è necessario avere se sei un datore di lavoro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Il lavoro domenicale è al centro delle discussioni politiche a causa delle ultime notizie che prevedono la chiusura domenicale e nei giorni festivi delle attività commerciali.</p>
<p><strong>Ma cosa prevede la legge?</strong></p>
<p> </p>
<h2 class="wp-block-heading">Lavoro domenicale, come è regolato</h2>
<p>Ogni dipendente ha diritto ad un giorno di riposo settimanale per recuperare le energie psico-fisiche e dedicarsi alla famiglia e alla vita privata.</p>
<p>Tale diritto è stabilito dall’art.35 della Costituzione Italiana ed è completato dall’art 2109 del codice civile che fa coincidere tale giorno di riposo con la domenica.</p>
<p>Il d.lgs n.66/2003 stabilisce che tale periodo di riposo deve essere pari a 24 ore, ma introduce anche una deroga: il dipendente, infatti, può svolgere <strong>la propria attività lavorativa</strong> nel giorno della domenica a patto di godere del riposo in un altro giorno della settimana.</p>
<p>Come ogni <a title="studio di consulenti gestione del personale" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/" target="_blank" rel="noopener">studio di consulenza in gestione del personale</a> vi ricorderà, le 24 ore di riposo <strong>devono essere conteggiate separatamente</strong>, senza tener conto del <strong>riposo giornaliero</strong> che deve essere pari almeno a 11 ore consecutive di astensione dal lavoro.</p>
<p> </p>
<h2 class="wp-block-heading">Lavoro domenicale, quanto spetta di maggiorazione</h2>
<p>Non è possibile stabilire una quota valida per tutti per la maggiorazione riconosciuta per il lavoro domenicale.</p>
<p>Ogni CCNL, infatti, <strong>prevede una percentuale da riconoscere al lavoratore</strong> che svolge la propria attività di domenica. Per fare un esempio, il <strong>CCNL Commercio</strong> stabilisce una maggiorazione del 30% per ogni ora domenicale lavorata.</p>
<p> </p>
<h2 class="wp-block-heading">Lavoro domenicale per minori e domestici</h2>
<p>Una considerazione a parte meritano i minori e i lavoratori domestici:</p>
<p> </p>
<ul class="wp-block-list">
<li>per i minori il periodo di riposo settimanale deve essere pari a 2 giorni consecutivi, comprensivi della domenica</li>
<li>per i lavoratori domestici il riposo può coincidere nel giorno della domenica o in qualsiasi altro giorno e può essere anche goduto sotto forma di due mezze giornate.</li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 20px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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	</div>

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			</item>
		<item>
		<title>Lavoro notturno senza visita medica: unica sanzione per più violazioni</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/lavoro-notturno-senza-visita-medica-unica-sanzione-per-piu-violazioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 12:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3477</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/lavoro-notturno-senza-visita-medica-unica-sanzione-per-piu-violazioni/">Lavoro notturno senza visita medica: unica sanzione per più violazioni</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Il Legislatore ha previsto che i lavoratori possano essere adibiti al lavoro notturno (art. 14, D.Lgs. n. 66/2003) solo previa valutazione del loro stato di salute che deve avvenire a cura e a spese del datore di lavoro, attraverso controlli preventivi e periodici, almeno ogni due anni, volti a verificare l’assenza di eventuali controindicazioni. Per questo motivo, abbiamo fatto chiarezza in questo articolo sulla sanzione prevista per chi dovesse contravvenire a questi obblighi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="wp-block-heading">La sanzione prevista</h2>
<p>La sanzione per la violazione della disposizione citata è penale ed è punita con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 1.549 Euro a 4.131 Euro, anche se, nel caso di specie, è ammessa l’estinzione del reato in via amministrativa, ex art. 15, D.Lgs. n. 124/2004.</p>
<p>La Cassazione Penale, Sez. 3, con sentenza del 07 agosto 2020, n. 23611, ha chiarito che la violazione è unica, indipendentemente dal numero di lavoratori impiegati e non sottoposti a visita medica.</p>
<p>In merito si evidenzia tuttavia che, con lettera circolare prot. n. 5407 del 18 aprile 2008, Il Ministero del Lavoro si era espresso in senso contrario, ritenendo che le fattispecie contravvenzionali più ricorrenti in materia di lavoro, legate alla tutela di soggetti passivi determinati (ed a tal proposito aveva citato proprio i lavoratori notturni) fossero da riferirsi a ciascun lavoratore e, quindi, le relative condotte datoriali dovevano ritenersi distinte anche se poste in essere in un medesimo contesto temporale (in conclusione per il Ministero del Lavoro il calcolo dell’importo sanzionatorio andava riferito a ciascun lavoratore interessato). Per fare chiarezza, può essere importante rivolgersi a <a title="studio di consulenza in diritto del lavoro" href="https://www.studiopaghecarafa.it/contenzioso-in-materia-di-lavoro/" target="_blank" rel="noopener">professionisti esperti in contenziosi in materia di lavoro</a>.</p>
<p>Per gli Ermellini, invece, la pluralità di lavoratori rileva, quale elemento per valutare la gravità del fatto, ex art. 133 c.p., e per la commisurazione della pena.</p>
<p>D’altra parte – chiarisce la Corte – laddove il Legislatore ha voluto ancorare la sanzione al numero dei lavoratori lo ha fatto esplicitamente.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">

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			</item>
		<item>
		<title>Smart working, cos’è e come funziona in Italia</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/smart-working-cose-e-come-funziona-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 12:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3455</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutti ormai conosciamo benissimo la formula Smart Working, ma siamo sicuri di sapere come funziona il lavoro agile in Italia? Ecco come è regolamentato il lavoro da remoto oggi in Italia!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/smart-working-cose-e-come-funziona-in-italia/">Smart working, cos’è e come funziona in Italia</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p class="has-black-color has-text-color">Negli ultimi anni, grazie alla rapida diffusione di Internet e delle reti wifi, molti datori di lavoro hanno applicato all’interno delle loro aziende il concetto di smart working. Ma cosa si intende con questo termine?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="has-black-color has-text-color wp-block-heading">Cos’è lo smart working</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="has-black-color has-text-color">Smart working, noto anche come lavoro agile, è una modalità di rapporto di lavoro subordinato che non prevede determinati vincoli di orario e di luogo di lavoro. In Italia è stata regolamentata attraverso un quadro normativo definito dalla Legge n.81/2017 e dal 15 novembre 2017 chi ha optato per lo smart working può inviare una comunicazione obbligatoria sul portale messo a disposizione dal Ministero del Lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="has-black-color has-text-color wp-block-heading">Contratti di Lavoro per Smart Working</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="has-black-color has-text-color">Caratteristica essenziale per lo smart working è l’accordo stipulato tra il datore di lavoro e il lavoratore e che deve contenere al suo interno tali elementi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="has-black-color has-text-color wp-block-list">
<li>durata: il contratto di smart working può essere a tempo determinato o indeterminato;</li>
<li>il preavviso di almeno 30 giorni per il recesso;</li>
<li>la disciplina dell’esecuzione della prestazione che avviene al di fuori dei locali aziendali e con l’utilizzo di appositi strumenti tecnologici messi a disposizione dal datore di lavoro;</li>
<li>le modalità di controllo  della prestazione lavorativa.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="has-black-color has-text-color wp-block-heading">I vantaggi dello smart working</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="has-black-color has-text-color">Attraverso lo smart working il lavoratore potrà decidere liberamente quando e dove lavorare, conciliando così le esigenze individuali con quelle dell’impresa. Inoltre, vi è una parità di trattamento, sia normativo che retributivo, tra un lavoratore “agile” e i colleghi che decidono di lavorare in azienda. È buona norma, in ogni caso, rivolgersi per l&#8217;<a title="servizio di elaborazione paghe online" href="https://www.studiopaghecarafa.it/paghe-online/" target="_blank" rel="noopener">elaborazione paghe dei lavoratori agili</a> a professionisti del settore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="has-black-color has-text-color">I vantaggi per le aziende che decidono di optare per lo smart working sono principalmente legati ad una riduzione dei costi, per esempio di illuminazione, di riscaldamento o climatizzazione, di pulizia. A questo si deve aggiungere anche una crescita della produttività legata ad una maggiore soddisfazione dei dipendenti i quali apprezzano tali contratti di lavoro meno rigidi rispetto a quelli del passato.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">

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			</item>
		<item>
		<title>Certificato di malattia, cos’è e come inviarlo</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/certificato-di-malattia-cose-e-come-inviarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 12:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3449</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il certificato di malattia è un documento di grande importanza nella vita aziendale. Per questo, abbiamo cercato di fare chiarezza sull'argomento per dipendenti e datori di lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/certificato-di-malattia-cose-e-come-inviarlo/">Certificato di malattia, cos’è e come inviarlo</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p class="has-black-color has-text-color">Il certificato di malattia è il documento che attesta l’impossibilità di un lavoratore a svolgere la propria prestazione lavorativa a causa di una malattia o di un infortunio fuori dal lavoro. Oggi l’invio avviene per via telematica, ma è bene sapere quali siano i vari passaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="has-black-color has-text-color wp-block-heading">Certificato di Malattia: Visita medica e invio telematico</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="has-black-color has-text-color">Nei casi di malattia o infortunio fuori dal lavoro, il lavoratore dovrà fornire al medico la propria tessera sanitaria e l’indirizzo di reperibilità. Quest’ultima informazione è fondamentale ai fini delle visite fiscali ed è bene sapere che può essere differente dall’indirizzo di residenza o domicilio. Sarà il medico o la struttura sanitaria ad occuparsi dell’<strong><a title="gestione del personale taranto" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/" target="_blank" rel="noopener">invio telematico del certificato di malattia</a></strong> all’INPS.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="has-black-color has-text-color wp-block-heading">Certificato di malattia e datore di lavoro</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="has-black-color has-text-color">Una volta inviato telematicamente il certificato di malattia, l’Inps protocolla la comunicazione con un numero identificativo che dovrà essere comunicato al datore di lavoro. Dal certificato si evincerà anche la durata della malattia e di conseguenza i giorni coperti da tale certificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="has-black-color has-text-color">Nel caso in cui il lavoratore decida di rientrare prima della fine della malattia, dovrà rettificare il precedente certificato con la nuova data di guarigione anticipata.</p>
<p>&nbsp;</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">

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		<item>
		<title>Quattordicesima mensilità: come si calcola e quando viene erogata</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/quattordicesima-come-si-calcola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 09:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3827</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come si calcola e quando viene erogata la quattordicesima mensilità? Le risposte dello studio di consulenza e gestione paghe e contributi Carafa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/quattordicesima-come-si-calcola/">Quattordicesima mensilità: come si calcola e quando viene erogata</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="font-weight: 400;">La quattordicesima mensilità è una <strong>retribuzione aggiuntiva</strong> che viene corrisposta ai lavoratori dipendenti. Non è prevista per tutti i CCNL, ma quando è presente, lo stesso contratto collettivo indica come e quando pagarla al lavoratore.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Quattordicesima, come si calcola</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La quattordicesima si calcola proprio <strong>come la tredicesima mensilità</strong>: per ogni mese di lavoro il dipendente matura un rateo di 14esima. La formula per calcolare l’importo della 14esima è la seguente</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">stipendio lordo mensile x i mesi lavorati in un anno / 12 mesi</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pertanto, se il dipendente ha lavorato continuativamente per un anno riceverà uno stipendio intero in più; in caso contrario, la quattordicesima verrà calcolata sulla base dei mesi lavorati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per il calcolo è opportuno sottolineare che i ratei maturano non solo per i contratti a tempo indeterminato, ma anche per quelli  a tempo determinato, part-time e a chiamata. In ogni caso è bene tenere a mente tali regole:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">sono esclusi dal calcolo gli </span><a href="https://www.studiopaghecarafa.it/2018/05/17/assegno-nucleo-familiare-2019-le-nuove-tabelle-inps/?v=2ab223ed3dc1"><span style="font-weight: 400;">ANF </span></a><span style="font-weight: 400;">e gli </span><a href="https://www.studiopaghecarafa.it/2018/02/05/lavoro-straordinario-cose-quanto-viene-retribuito/?v=2ab223ed3dc1"><span style="font-weight: 400;">straordinari</span></a><span style="font-weight: 400;">;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">in caso di assenza, se retribuita con ferie e permessi, la 14esiman matura comunque;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">per malattia, maternità ed infortunio bisogna vedere cosa prevede il CCNL.</span></li>
</ul>
<h3></h3>
<h3><span style="font-weight: 400;">Quando viene erogata la quattordicesima</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">A differenza della 13esima mensilità erogata a dicembre, la quattordicesima viene pagata <strong>tra la fine di giugno</strong> e l’<strong>inizio di Luglio</strong>. In ogni caso, la data di erogazione di tale mensilità aggiuntiva è stabilita proprio dal CCNL. Vi è inoltre la possibilità di erogare la quattordicesima su base mensile, come può spiegarti, con una consulenza dedicata, lo <a title="gestione buste paga e contributi" href="https://www.studiopaghecarafa.it/elaborazione-paghe-e-contributi/" target="_blank" rel="noopener">studio che si occupa per te di elaborazione paghe e contributi</a>: in questo modo l’importo verrà spalmato tra le 12 mensilità.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div><div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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			</item>
		<item>
		<title>Contratto di apprendistato: Requisiti, agevolazioni per le aziende e novità 2022</title>
		<link>https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/contratto-di-apprendistato-agevolazioni-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 13:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopaghecarafa.it/?p=3410</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutto quello che c'è da sapere sull'apprendistato, una forma di inquadramento contrattuale molto vantaggiosa sia per le aziende che per i lavoratori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenze/contratto-di-apprendistato-agevolazioni-2022/">Contratto di apprendistato: Requisiti, agevolazioni per le aziende e novità 2022</a> proviene da <a href="https://www.studiopaghecarafa.it">Studio Carafa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-mkd-parallax-speed="1" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid mkd-section mkd-content-aligment-left" style=""><div class="clearfix mkd-full-section-inner"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 10px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Oggi parliamo di una tipologia di <strong>inquadramento contrattuale</strong> vantaggiosa per Aziende e Lavoratori, in quanto dà l’opportunità di iniziare insieme un percorso formativo di crescita professionale. Stiamo parlando dell’<strong>apprendistato</strong>. In questo articolo ti spieghiamo quali sono i vantaggi per le Aziende nell’attivazione di un contratto di apprendistato, i requisiti necessari per attivarlo e le novità 2022 che riguardano l’argomento.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 43px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h2>Che cos’è il contratto di apprendistato</h2>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Questo inquadramento consente al <strong>lavoratore non qualificato</strong> di acquisire conoscenze e abilità pratiche e teoriche direttamente nel mondo del lavoro attraverso un inserimento progressivo nell’entourage aziendale. Non solo, perché permette all’apprendista anche di fare proprie, attraverso un piano formativo mirato, le conoscenze idonee al raggiungimento finale della mansione e del ruolo che s’intenderà fargli ricoprire all’interno dell&#8217;Azienda.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 22px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>Quanti contratti di apprendistato esistono?</h3>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>A questo punto ti starai domandando quale possa essere il vantaggio per un Datore di Lavoro nell’assumere un Apprendista. Innanzitutto però è doveroso premettere che esistono tre tipologie Di Apprendistato:</p>
<ul>
<li>“per la qualifica e il diploma professionale “destinato ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni che devono ancora terminare il periodo di istruzione obbligatorio;</li>
<li>“Professionalizzante o di Mestiere”, rivolto a coloro che abbiano tra i 18 e i 29 anni;</li>
<li>“di alta formazione e ricerca”: diretto al conseguimento di titoli di studi universitari e dell’alta formazione.</li>
</ul>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 22px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>Il contratto di apprendistato nella legge italiana</h3>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>La normativa di riferimento è il D.Lgs 81/2015 e successive modifiche ( artt. 41-47) , ma <strong>a decorrere dal 1° gennaio 2022</strong>, è possibile assumere con <strong>Apprendistato Professionalizzante</strong>, senza limiti d’età , i lavoratori beneficiari del trattamento di disoccupazione (art. 47 comma 4 D. Lgs 81/201 modificato dalla Legge di Bilancio 2022 n. 234/2021 ).</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 43px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h2>I vantaggi dell’apprendistato per la tua azienda</h2>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Se hai un’azienda o, in generale, sei un datore di lavoro, vediamo ora insieme e nel dettaglio quali sono <strong>i benefici del Contratto di Apprendistato</strong> per te e se o come puoi usufruirne.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 22px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>Contatto di apprendistato agevolazioni e requisiti</h3>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Come per tutte le agevolazioni contributive, l’Azienda beneficiaria deve essere in possesso di Durc Regolare. Inoltre l’azienda potrà godere di uno <strong>sgravio contributivo tra i più vantaggiosi</strong> nel mondo delle agevolazioni contributive. È infatti prevista<strong> un’aliquota contributiva aziendale agevolata per un triennio</strong> eventualmente prorogabile, in caso di prosecuzione del rapporto di lavoro, oltre il periodo formativo, per ulteriori 12 mesi.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>A seconda del Contratto Collettivo di riferimento, l’azienda godrà di un beneficio aggiuntivo, consistente nella <strong>possibilità di inquadrare l’apprendista</strong> 2 livelli inferiori rispetto a quello finale di destinazione, oppure in alternativa, potrà retribuirlo in percentuale secondo scaglioni progressivi dilazionati per l’intero arco del periodo formativo.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 22px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>Piano formativo dell’apprendista</h3>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Quali sono gli obblighi per te, titolare di azienda, nei confronti dell’apprendista? Durante la formazione, l’Apprendista dovrà essere abbinato a un Tutor, che può essere il Datore di Lavoro, oppure un operaio/impiegato qualificato che dovrà affiancarlo nella sede e negli orari in cui si svolgerà la sua prestazione lavorativa.</p>
<p>Inoltre, subito dopo l’assunzione, l’Azienda è obbligata per legge, a redigere entro 45 giorni, un Piano Formativo Individuale, sul quale sarà dettagliato il programma e le ore di formazione.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 43px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h2>Contratto di apprendistato: come possono aiutarti i Consulenti del lavoro?</h2>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 11px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Se hai un’azienda e stai pensando di attivare un contratto di apprendistato per qualcuno, ti consigliamo di valutare la possibilità di farti seguire nell’iter da <a title="amministrazione del personale taranto" href="https://www.studiopaghecarafa.it/consulenza-del-lavoro-e-amministrazione-del-personale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>consulenti del lavoro preparati e qualificati</strong></a>, come quelli di <strong>Studio Paghe Carafa</strong>.</p>
<p>Noi supportiamo l’Azienda dalla fase di inquadramento alla stesura del Piano Formativo, mettendo a disposizione,un calendario orario con la specifica delle ore formative che dovranno essere svolte in Azienda e rilascio finale di un<strong> Certificato di Attribuzione Qualifica</strong>.</p>
<p>Al termine del periodo di formazione, il Contratto di Apprendistato, si trasformerà automaticamente in Contratto a Tempo Indeterminato, stante la possibilità per l’Azienda di non convertirlo, qualora non ritenga pienamente formato l’Apprendista.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 60px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>

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