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Compenso amministratore srl: amministratore di società in giacca e cravatta

Compenso amministratore srl 2026: contributi INPS, tasse e adempimenti

3 Novembre 2026 admin 0 Comments

Il compenso dell’amministratore di una srl va deliberato dai soci prima di essere pagato. Per l’amministratore è un reddito assimilato al lavoro dipendente e si paga con un cedolino. Sul compenso si versano i contributi alla Gestione separata INPS: nel 2026 l’aliquota è del 35,03%, oppure del 24% se l’amministratore è pensionato o già assicurato altrove. Due terzi del contributo sono a carico della società e un terzo dell’amministratore.

In questa guida vediamo come si fissa il compenso, quanto costa davvero alla società con un esempio di calcolo, come viene tassato, quando serve l’INAIL e quali sono le scadenze mensili e annuali.

In sintesi

  • Delibera: il compenso va stabilito dallo statuto o da una delibera dell’assemblea dei soci.
  • Natura del reddito: reddito assimilato al lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c-bis, TUIR), con cedolino e Libro Unico del Lavoro.
  • Contributi 2026: 35,03% senza altra previdenza, 24% per pensionati o già iscritti a un’altra gestione; 2/3 società, 1/3 amministratore.
  • Tasse: IRPEF a scaglioni e addizionali, trattenute in busta; per la società il compenso è deducibile quando viene pagato.
  • INAIL: solo se l’amministratore partecipa personalmente all’attività dell’azienda.

Compenso amministratore srl: serve sempre una delibera

Il compenso dell’amministratore non nasce in automatico con la nomina. Deve essere previsto dall’atto costitutivo o dallo statuto, oppure deciso con una delibera dell’assemblea dei soci che ne fissi importo, periodicità e decorrenza. La Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n. 21933/2008) ha chiarito che, senza una decisione esplicita dei soci, il compenso non può essere preteso.

Una delibera scritta tutela anche la società: rende il costo documentato in caso di controlli e permette di prevedere, se richiesto, un trattamento di fine mandato. Il verbale va aggiornato a ogni rinnovo della carica o modifica dell’importo.

Se l’amministratore lavora gratuitamente, è utile metterlo per iscritto nel verbale: senza compenso non c’è cedolino e non ci sono contributi alla Gestione separata.

Come si inquadra l’amministratore: le tre situazioni più comuni

SituazioneInquadramento del compenso
Amministratore senza altra attività previdenzialeCedolino, Gestione separata al 35,03%
Amministratore pensionato, dipendente altrove o iscritto ad altra gestioneCedolino, Gestione separata al 24%
Professionista con partita IVA che amministra per la sua professione (es. commercialista)Fattura come lavoro autonomo, contributi alla propria cassa

Il caso più frequente nelle piccole srl è il socio amministratore. Se oltre ad amministrare lavora anche in azienda in una srl commerciale o artigiana, di norma è iscritto pure alla gestione commercianti o artigiani: in quel caso il compenso da amministratore va comunque alla Gestione separata, con l’aliquota del 24%.

Gestione separata INPS 2026: aliquote e ripartizione

Le aliquote per il 2026 sono fissate dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026:

  • 35,03% per l’amministratore non pensionato e non iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria: 33% per la pensione, 0,72% per maternità, malattia e assegni, 1,31% per la DIS-COLL;
  • 24% per l’amministratore pensionato o già iscritto a un’altra gestione previdenziale obbligatoria.

Il contributo è per due terzi a carico della società e per un terzo a carico dell’amministratore, che se lo vede trattenere in busta. Si calcola fino al massimale annuo di 122.295 euro di compenso e si versa con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.

Quanto costa il compenso alla società: un esempio

Prendiamo un amministratore di srl, senza altra previdenza, con un compenso lordo deliberato di 30.000 euro l’anno.

VoceImporto annuo
Compenso lordo deliberato30.000 €
Contributo Gestione separata totale (35,03%)10.509 €
Quota a carico della società (2/3)7.006 €
Quota a carico dell’amministratore (1/3)3.503 €
Costo totale per la società37.006 €
Imponibile IRPEF dell’amministratore26.497 €

Sull’imponibile si applicano l’IRPEF a scaglioni (23% fino a 28.000 euro nel 2026), le detrazioni spettanti e le addizionali regionali e comunali. A questo si aggiunge il premio INAIL, quando dovuto. È un esempio indicativo: il risultato reale dipende dalla situazione dell’amministratore e dalla regione di residenza.

Come viene tassato il compenso dell’amministratore

Per l’amministratore il compenso è un reddito assimilato al lavoro dipendente: la società agisce da sostituto d’imposta, trattiene ogni mese IRPEF e addizionali e le versa con F24. A fine anno il cedolino di dicembre chiude il conguaglio fiscale e la società rilascia la Certificazione Unica.

Per la società il compenso e la quota di contributi a suo carico sono un costo deducibile nell’esercizio in cui vengono pagati (art. 95, comma 5, TUIR), non in quello in cui vengono deliberati. Per questo conviene programmare i pagamenti, soprattutto a fine anno.

Quando l’amministratore va assicurato all’INAIL

La sola carica non fa scattare l’obbligo INAIL. L’assicurazione serve quando l’amministratore, oltre a guidare la società, partecipa personalmente e in modo abituale all’attività aziendale, dentro l’organizzazione e con gli strumenti dell’impresa. In questo caso la società presenta la DNA, la denuncia nominativa degli assicurati, prima dell’inizio dell’attività e paga il premio con l’autoliquidazione annuale, entro il 16 febbraio.

Le scadenze del compenso amministratore srl

  • Ogni mese: cedolino e registrazione nel Libro Unico del Lavoro; F24 entro il 16 del mese successivo con contributi e ritenute; denuncia UniEmens all’INPS entro la fine del mese successivo.
  • Ogni anno: conguaglio fiscale con il cedolino di dicembre; autoliquidazione INAIL entro il 16 febbraio, se dovuta; Certificazione Unica entro il 16 marzo; modello 770.
  • A ogni cambiamento: nuovo verbale per rinnovo della carica o modifica del compenso, verifica dell’aliquota INPS e variazioni INAIL.

Con il servizio di gestione dell’amministratore di società di Studio Carafa segui tutto da un unico studio: verbale di assemblea, iscrizione alla Gestione separata, inquadramento INAIL, cedolino e adempimenti, con i documenti sempre disponibili nell’area riservata Elabora.

Domande frequenti sul compenso dell’amministratore di srl

Il compenso dell’amministratore di srl deve essere deliberato?

Sì. Deve essere previsto dallo statuto o deciso con una delibera dell’assemblea dei soci, con importo, periodicità e decorrenza. Senza una decisione esplicita dei soci il compenso non può essere preteso.

Quanto si paga di contributi INPS sul compenso dell’amministratore nel 2026?

Il 35,03% del compenso per l’amministratore senza altra previdenza obbligatoria, il 24% per chi è pensionato o già iscritto a un’altra gestione. Due terzi sono a carico della società e un terzo dell’amministratore, fino al massimale di 122.295 euro.

L’amministratore di srl ha la busta paga?

Sì. Il compenso è un reddito assimilato al lavoro dipendente: si paga con un cedolino registrato nel Libro Unico del Lavoro, con trattenute per contributi, IRPEF e addizionali.

Il socio amministratore che lavora in azienda paga due volte i contributi?

In molti casi sì: nelle srl commerciali o artigiane il socio che lavora in azienda è iscritto alla gestione commercianti o artigiani e, sul compenso da amministratore, versa anche la Gestione separata con l’aliquota del 24%.

Quando il compenso dell’amministratore è deducibile per la società?

Nell’esercizio in cui viene effettivamente pagato, secondo l’art. 95, comma 5, del TUIR, e non in quello in cui viene deliberato.

L’amministratore deve essere iscritto all’INAIL?

Solo se partecipa personalmente e in modo abituale all’attività aziendale. In quel caso la società presenta la denuncia nominativa degli assicurati (DNA) e paga il premio con l’autoliquidazione annuale.

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Articolo aggiornato a novembre 2026, a cura di Studio Carafa, studio guidato da Simona Carafa, consulente del lavoro iscritta all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Taranto, e da Daniela Carafa, co-fondatrice. Riferimenti: art. 50, comma 1, lett. c-bis, e art. 95, comma 5, TUIR; art. 2389 c.c.; Cass. SS.UU. n. 21933/2008; circolare INPS n. 8/2026. Gli importi dell’esempio sono indicativi. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza professionale.

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