09:00-13:00 / 14:30-19:00

Orari di apertura: Lun - Ven

099 9945012

Chiamaci per un preventivo

Facebook

Instagram

 

TFR 2026: dal 1° luglio cambiano i tempi per scegliere la destinazione del Trattamento di Fine Rapporto

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) introduce un’importante novità nella gestione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per i lavoratori di nuova assunzione.

A partire dal 1° luglio 2026, si riduce infatti il tempo a disposizione del lavoratore per decidere se mantenere il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo di previdenza complementare. Una modifica che interessa direttamente aziende, uffici HR e consulenti del lavoro e che richiede una particolare attenzione nella fase di assunzione dei nuovi dipendenti.

A chi si applica la nuova disciplina sul TFR

È importante chiarire che la nuova normativa non ha effetto retroattivo. Le nuove regole si applicano esclusivamente ai lavoratori dipendenti assunti a partire dal 1° luglio 2026. Per tutti i dipendenti già in forza prima di questa data, restano valide le scelte sul TFR già effettuate e non sono richiesti nuovi adempimenti.

Da 6 mesi a 60 giorni: cosa cambia per i nuovi assunti

Fino ad oggi il lavoratore neoassunto disponeva di sei mesi per scegliere la destinazione del proprio Trattamento di Fine Rapporto.

Con la nuova disciplina, il termine viene drasticamente ridotto: la scelta dovrà essere effettuata entro 60 giorni dalla data di assunzione.

Entro questo periodo il lavoratore dovrà comunicare se intende:

  • mantenere il TFR in azienda;
  • destinare il TFR alla previdenza complementare.

La riduzione dei tempi rende ancora più importante una corretta informazione al momento dell’assunzione e una gestione puntuale della relativa documentazione.

Cosa succede se il lavoratore non sceglie? Il meccanismo del silenzio-assenso

La novità più rilevante riguarda il meccanismo del silenzio-assenso. Se il lavoratore non consegna entro 60 giorni il Modello TFR2 con la propria scelta, scatterà automaticamente l’adesione alla previdenza complementare.

In questo caso il datore di lavoro sarà obbligato a iscrivere il dipendente al fondo pensione previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato, senza che sia necessaria un’ulteriore manifestazione di volontà da parte del lavoratore.

Quali sono gli effetti per l’azienda

La scelta del lavoratore produce conseguenze operative differenti per il datore di lavoro.

Il lavoratore mantiene il TFR in azienda

L’azienda dovrà acquisire il Modello TFR2 debitamente compilato e firmato, attribuendo una data certa alla ricezione della documentazione. In questo caso il TFR continuerà a essere accantonato secondo le modalità ordinarie previste dalla normativa, senza costi aggiuntivi rispetto alla gestione tradizionale (fermo restando il conferimento al Fondo Tesoreria INPS per le aziende con più di 50 dipendenti).

Il lavoratore sceglie un fondo pensione

Qualora il dipendente opti per la previdenza complementare, l’azienda dovrà acquisire il modulo di adesione e provvedere ai versamenti mensili previsti. Oltre al conferimento del TFR maturando, potranno essere dovuti anche il contributo a carico del datore di lavoro e l’eventuale contribuzione del lavoratore, secondo quanto previsto dal CCNL applicato.

In caso di silenzio-assenso

Se entro i 60 giorni non viene consegnato alcun modulo, l’iscrizione al fondo pensione diventa obbligatoria. Per l’azienda ciò può tradursi in un incremento dei costi, in quanto oltre al conferimento del TFR potrebbe rendersi dovuto anche il contributo datoriale previsto dal contratto collettivo di riferimento.

Come evitare errori nella gestione dei nuovi assunti

Per ridurre il rischio di dimenticanze e automatismi indesiderati, è opportuno integrare la gestione del TFR direttamente nella procedura di assunzione. Il consiglio operativo è quello di far compilare e sottoscrivere il Modello TFR2 contestualmente alla firma del contratto di lavoro, oppure nei primissimi giorni di attività. In questo modo l’azienda potrà rispettare i nuovi termini previsti dalla normativa ed evitare complicazioni amministrative successive.

L’obbligo di informare il lavoratore

La nuova disciplina richiama anche l’attenzione sugli obblighi informativi del datore di lavoro. Al momento dell’assunzione, l’azienda dovrà consegnare al lavoratore un’adeguata informativa scritta sulle diverse opzioni disponibili per la destinazione del TFR, così da consentire una scelta pienamente consapevole.

Il supporto dello Studio

La riduzione dei termini per la scelta della destinazione del TFR rende ancora più importante organizzare correttamente le procedure di onboarding dei nuovi dipendenti.

Il nostro Studio resta a disposizione delle aziende per fornire la nuova modulistica, supportare la gestione degli adempimenti e garantire la corretta applicazione della normativa in materia di Trattamento di Fine Rapporto.

Hai altri dubbi riguardanti la gestione del TFR? Contatta il nostro studio per una consulenza dedicata con i nostri esperti.

Hai bisogno di una consulenza personalizzata?