Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo ha confermato e rafforzato le misure già tracciate dal precedente Decreto Coesione del 2024, stanziando nuovi fondi per favorire l’occupazione stabile.
Per le imprese si apre così una finestra di opportunità strategica: un’agevolazione che azzera i contributi per le nuove assunzioni effettuate nel corso del 2026. In questo articolo esploreremo i requisiti, i limiti e l’importanza del fattore tempo per non perdere il beneficio.
In cosa consiste l’agevolazione: validità, durata, requisiti
L’incentivo prevede un esonero contributivo pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e sarà valido per assunzioni o trasformazioni effettuate dall’1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
Il benefit potrà essere goduto per un periodo massimo di 24 mesi. Restano esclusi dallo sgravio i premi e i contributi dovuti all’INAIL.
A chi si rivolge: i requisiti del lavoratore
Non tutte le assunzioni possono beneficiare dello sgravio. L’incentivo è infatti strettamente legato al profilo della nuova risorsa, che deve possedere i seguenti requisiti alla data dell’evento (assunzione o trasformazione):
- Età: Il lavoratore non deve aver compiuto il 35° anno di età.
- Stabilità pregressa: Il giovane non deve mai aver avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel corso dell’intera carriera lavorativa.
Gli obblighi per l’azienda
Così come sono previsti specifici requisiti per il lavoratore, allo stesso modo vengono posti dei precisi paletti per il datore di lavoro. Per poter accedere e mantenere il bonus, infatti, l’azienda deve garantire il rispetto di precise condizioni:
- No ai licenziamenti: L’impresa non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione nella stessa unità produttiva.
- Regolarità contributiva (DURC): La regolarità dei versamenti deve essere mantenuta per tutta la durata del beneficio.
- Incremento occupazionale: L’assunzione deve generare un reale aumento netto del numero di dipendenti.
Bonus Assunzioni Giovani 2026: il ruolo centrale del Consulente del Lavoro
In questa misura, la figura del Consulente del Lavoro non è solo di supporto, ma cruciale per l’esito della pratica. L’istanza va infatti presentata telematicamente tramite la piattaforma INPS e il tempismo è tutto: le autorizzazioni vengono rilasciate in base all’ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento dei fondi stanziati.
Come accedere al Bonus: il procedimento
Per accedere al Bonus Assunzioni Giovani 2026, il procedimento attraversa 3 fasi nell’ambito delle quali, come detto, il supporto operativo e puntuale di professionisti in materia di consulenza del lavoro diventa fondamentale:
- Verifica Preliminare: Attraverso il codice fiscale del candidato, il consulente interroga i sistemi INPS per verificare la sussistenza dei requisiti occupazionali (assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato).
- Verifica Aziendale: Controllo della posizione contributiva (DURC) e analisi della cronologia dei licenziamenti negli ultimi sei mesi.
- Prenotazione delle Risorse: Invio tempestivo dell’istanza per “blindare” i fondi necessari alla copertura dei 24 mesi di sgravio.
Il consiglio del professionista, considerata la natura “a sportello” dell’incentivo (fino a esaurimento fondi), è quello quindi di pianificare le assunzioni del 2026 con largo anticipo, effettuando le verifiche prima ancora della firma del contratto.
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