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Lavoro Domenicale, maggiorazioni e giorno di riposo.

La legislazione sancisce il diritto del lavoratore ad un giorno di riposo settimanale, che di regola dovrebbe essere coincidente con la domenica. Entro determinati limiti di legge e contrattuali è prevista la possibilità di dar prestare lavoro domenicale, spostando il riposo in un altro giorno della settimana.

Date le numerose discussioni avvenute in merito alla possibile chiusura dei centri commerciali e dei negozi durante le domeniche e nei festivi, diamo uno sguardo sintetico su come funzioni il lavoro di domenica.

In particolare ci domandiamo se è obbligatorio lavorare di domenica? E nell’ipotesi di lavoro domenicale spesso ci chiediamo quanto sia la maggiorazione della retribuzione… Vediamo cosa dice la legge

Lavoro domenicale: cosa dice la legge

Il diritto del lavoratore subordinato ad un giorno di riposo settimanale, affinché possa recuperare le energie psico-fisiche e possa altresì dedicarsi alle esigenze della propria sfera privata e familiare, è sancito dall’articolo 36 della Costituzione; mentre il codice civile (articolo 2109) afferma che di regola questo coincide con la domenica.

L’attuale disciplina del riposo settimanale è contenuta nell’art. 9 del Dlgs. n. 66/2003

Il D.lgs. n. 66/2003 stabilisce che, ogni 7 giorni, il dipendente ha diritto ad un periodo di riposo pari almeno a 24 ore, di regola cadente di domenica.

Il periodo di non lavoro è calcolato come media nell’arco di 14 giorni. Praticamente, dal giorno di riposo si deve andare indietro di 13 giorni e si deve verificare se in quell’arco temporale, il dipendente ha effettivamente goduto di un’altra giornata di astensione dal lavoro .Per la Cassazione, il datore che non concede il riposo compensativo, è tenuto al risarcimento del danno in favore del lavoratore dipendente.

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